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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

SINDACO DIMEZZATO. PIZZAROTTI (PARMA) SI PIEGA A GRILLO: "TAVOLAZZI NON SARA' DIRETTORE GENERALE"

3 giugno 2012

GRILLO 2 | Pizzarotti trova cavillo

per obbedire ai suoi diktat

A Parma Tavolazzi non sarà direttore generale: la laurea in ingegneria non va bene per il regolamento. Così vince il veto del comico e di Casaleggio.
pizzarotti grillo 640

Scoppia la polemica e i grillini trovano il cavillo. Succede a Parma, dove da giorni la nuova giunta a 5 stelle guidata dal sindaco Federico Pizzarotti è alle prese con l’affaire Tavolazzi: parliamo del consigliere comunale di Ferrara, già tra i pionieri grillini in Emilia Romagna e poi scomunicato dal guru Beppe, che gli ha proibito l’uso del simbolo. Appena Grillo e il suo sodale Gianroberto Casaleggio hanno saputo che Pizzarotti aveva contattato l’eretico di Ferrara per un posto da direttore generale del Comune, lo scorso 24 maggio sul blog del comico è apparso un secco niet: «Una scelta incompatibile e politicamente ingestibile». Lo staff di Pizzarotti ha cercato di barcamenarsi, confermando l’ingaggio e sottolineando che «Beppe non ha mai interferito».

Nei giorni successivi, in numerose interviste, Tavolazzi ha tuonato contro le interferenze di Casaleggio che, tre giorni fa, ha fatto “coming out” sul Corriere, rivelando di essere cofondatore del movimento 5 stelle ed estensore dello statuto insieme a Grillo, non un semplice consulente di comunicazione. A Parma hanno capito l’antifona, e Tavolazzi è scomparso dai radar nel complicatissimo rebus della squadra. Dai cassetti del Comune è spuntato un regola-mento, che prevede per il ruolo di direttore generale una laurea in Giurisprudenza o materie economiche. Tavolazzi, però, è un ingegnere e dunque non può neppure “correre” per quell’incarico. Anche se a contattarlo è stato proprio Pizzarotti, che ha subito ottenuto la sua disponibilità.

«Abbiamo commesso un errore, non ci eravamo accorti di quel regolamento», spiega un consigliere grillino di Parma. «Valentino non può venire. Non possiamo presentarci alla città modificando un regolamento per favorire una persona...». Partita chiusa, dunque, per l’eretico di Ferrara. Che, contattato da l’Unità, spiega: «Sì, è vero, quel regolamento c’è, ma ci vorrebbe un attimo per cambiarlo. La legge nazionale non prevede una laurea specifica per svolgere quel ruolo». Tavolazzi, però, conferma che i contatti con Pizzarotti, con cui i rapporti restano molto buoni, si sono interrotti. «Non c’è stato nessun passo avanti...». E pensare che già tre giorni prima del ballottaggio, Tavolazzi, ripreso in un video delle Officine Tolau di Modena, al telefono con il futuro sindaco gli dava delle dritte sul bilancio del Comune. E spiegava ai cronisti: «Sto lavorando sul bilancio, lui non ne sa, dobbiamo metterlo in condizione...». Intanto, a due settimane dal voto, sulla nuova squadra che governerà Parma è ancora nebbia fitta. Mentre in altre città più grandi come Genova è già stata presentata. Venerdì scorso doveva essere il d-day per svelare i primi no-mi, ma anche quella data è saltata, ed è tutto rinviato a domani. Pizzarotti ormai dribbla sistematicamente i cronisti, «lasciateci lavorare», lamenta la «pressione mediatica», che da giorni però è svanita, visto che tutte le tv e i giornali nazionali hanno smobilitato.

Lunedì, dunque, dovrebbe essere svelato almeno il nome del primo assessore, quello al Bilancio, la delega più delegata, visto che i conti del Comune sono decisamente in rosso. Gira il nome del commercialista Gino Capelli, noto curatore fallimentare. Per il resto scarseggiano pure i rumors. I grillini non hanno trovato la quadra neppure sul nome del vicesindaco, l’unico che dovrebbe provenire dalle file del M5S. Già si parla di rivalità in seno alla squadra, e di inviti a «non litigare» che sono circolati nell’ultima riunione del gruppo. Mentre i bei nomi sventolati prima del voto, a partire dall’economista Loretta Napoleoni, dovrebbero limitarsi a fare i «consulenti del sindaco a titolo gratuito». Lui, Pizzarotti, appare sempre più sulla difensiva: «Ragazzi è presto, stiamo cercando di capire da dove partire, quando avremo cose precise da dire comunicheremo tutto alla città. Le promesse di trasparenza le manterremo, ma non abbiamo la bacchetta magica...».



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