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Alberico Giostra 30 Maggio 2012
UNA MODESTA PROPOSTA, A SINISTRA DI VASTO.

Nel Pd c’è chi pensa di avere la vittoria alle prossime politiche già in tasca e distribuisce persino incarichi: Bersani premier, D’Alema in Europa, Franceschini segretario del partito, Veltroni presidente della Camera, Fioroni e Letta ministri. Speriamo che queste ipotesi siano il solito retroscena sballato perché se fosse vero che in un momento come questo a via del Nazareno c’è chi si preoccupa di come sistemare i baroni del partito, ci troveremmo di fronte ad un atto di demenziale irresponsabilità. 

Purtroppo visto che tra quei nomi ci sono tre ex democristiani, non escludiamo che quelle voci siano vere. Noi ci auguriamo fortemente che il centrosinistra vinca le prossime elezioni, purtroppo non siamo affatto certi che questo accada per le troppe variabili ancora in movimento. Tra queste ce ne sono alcune talmente macroscopiche che non ci sentiamo di escludere clamorose sorprese. Naturalmente brutte sorprese, per il centrosinistra e dunque per il paese. 

Per evitarle Bersani e C. hanno davanti una strada obbligata: rispondere all’ondata di antipolitica che emerge dalla pubblica opinione. Prevedere invece un posto di ministro per Letta e Fioroni vuol dire gettare benzina sul fuoco, esattamente come concepire una legge sul finanziamento pubblico dei partiti come quella che sta partorendo tra atroci travagli il parlamento. Per questo, temendo noi Grillo e Montezemolo esattamente come Letta, Veltroni e Fioroni, ci permettiamo di formulare una modesta proposta politica per far sì che non solo il centrosinistra vinca le elezioni ma che governi anche decentemente, cosa che possiamo escludere avvenga con gente come Follini e Gentiloni, o peggio ancora alleandosi con l’Udc di Casini come i “Modem” vorrebbero. 

Noi crediamo che il discredito della politica e dei partiti sia il male e non una medicina e che nasca come un’irrazionale rivolta popolare alimentata da settori della pubblica opinione che in passato si sono rivolti al centrodestra e a Berlusconi e che ora sentendosi abbandonati dal loro cialtronesco leader reagiscono con una sassaiola. Si tratta di atteggiamenti umorali, ambigui e confusi e che ci riportano indietro di vent’anni allo choc di tangentopoli, quando i milioni di elettori ex Dc ritrovatisi di colpo senza la loro abituale protezione reagirono in modo emotivo e "peloso" abbracciando la chimera berlusconiana. 

Ma nell’attuale calderone dell'antipolitica converge anche una parte di opinione pubblica di sinistra giustamente delusa da partiti che hanno sostanzialmente fallito i progetti riformisti che avevano concepito. Si tratta quest’ultima di una parte sensibile ed evoluta dell’elettorato che il Pd e gli altri esponenti progressisti non possono più deludere perché se si verificasse una saldatura tra questi settori progressisti e le correnti dell’antipolitica che vengono da destra, e la cui facies è pericolosamente trasformista, sarebbe un disastro. 

Queste correnti sembrano ormai persuase che anche i partiti di centrosinistra e sinistra, Pd, Idv, Sel e Federazione della sinistra, siano pressoché inutilizzabili, soprattutto per governare. Per questo noi crediamo che l’unica speranza di vincere e di cambiare sia che il centrosinistra metta da parte Veltroni e D’Alema e dica al paese che intende governare con un esecutivo di tecnici non conservatori e pasticciati come quelli messi insieme da Monti e sulla base di un preciso programma di riforme e non controriforme come quelle introdotte dal professore. 

Un governo di tecnici di sinistra consapevoli che questo capitalismo è giunto ad una crisi di sistema e privi di compromissioni con il vecchio quadro politico. Personaggi che potrebbero anche essere guidati da un premier come Bersani o come Rosi Bindi o meglio ancora da un volto nuovo come quello di Fabrizio Barca. Ministri tecnici che non vengano indicati dalle segreterie come quelli attuali ma che possano emergere attraverso un concorso collettivo di idee organizzato presso la società civile partecipe e che possano attuare quelle riforme che l’attuale maggioranza non è e non sarà mai in grado di attuare vista la “camorra” parlamentare del Pdl ma che non vedrebbero comunque la luce nemmeno con i moderati alla Fioroni. 

Tra loro vedremmo bene, tanto per fare alcuni nomi, Marco Rossi Doria, Ugo Mattei, Paul Ginsborg, Marco Ponti, Pierluigi Ciocca, Giorgio Lunghini, Riccardo Petrella, Gustavo Zagrebelsky, Piergiorgio Odifreddi, intellettuali e professori, obietterà qualcuno, ma sicuramente competenti, non ricattabili e soprattutto estranei a quel moderatismo  dal quale nascono governicchi e mezze riforme, in sostanza i fallimenti dei governi Prodi-Mastella. 

Il Pd dunque deve mandare a quel paese sia la disastrosa foto di Vasto che le correnti filo Udc al suo interno, prospettive assai più simili tra loro di quanto Vendola non voglia far credere. Anzi al leader di Sel, al quale vogliamo sinceramente bene e che tanto ci fa soffrire quando si associa al responsabile di tante sconfitte e figuracce del centrosinistra, Antonio Di Pietro, diciamo di dare il suo contributo proprio ad una prospettiva come quella appena indicata: vincere le elezioni è possibile attraverso liste civiche locali organizzate dalla migliore società civile con il concorso dei partiti della sinistra come Sel appunto e Federazione della sinistra. 

Alleandosi invece all’Idv o ai radicali, ovvero formazioni capaci solo di creare brutti scherzi in parlamento, significa prepararsi all’ennesimo fallimento. C’è bisogno di un governo di sinistra che affronti la crisi economica senza strangolare il paese e subordinando il mercato ai cittadini e non viceversa, che stronchi consorterie, cricche e  potentati locali e nazionali - nonché la criminalità organizzata - con misure straordinarie, che riformi la giustizia senza limitarsi a inasprire le pene, che potenzi ricerca e innovazione, che restituisca finalità e dignità alla scuola, che concepisca una nuova mobilità di cose e persone, che protegga con piani straordinari l’ambiente, il paesaggio, il territorio, che promuova un nuovo modo di consumare, responsabile e partecipe, e che si faccia protagonista a livello mondiale di una rivoluzione contro lo strapotere della finanza. Senza tutto ciò l’Italia, le nostre famiglie, i nostri giovani, le nostre speranze, non avranno un futuro e dovremo prepararci ad anni di crescente miseria e sofferenza.   

 

 

 

Alberico Giostra

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Commenti
guru 2012-06-01 03:17:41

un governo di tecnici di "sinistra consapoevoli che questo capitalismo è giunto ad una crisi di sistema" è pura utopia giostra. lo ammetta. lei lo scrive per disperazione. e la capisco. la situazione italiana è disperata. è inutle ancora una volta parlare di capitalismo in generale. sono sinallagmi vuoti. l'italia ha problemi concretissimi , da risolvere concretamente. certo non chi in parte li ha aggravti e creati può andare a sedersi sullo scranno. i nostri politici , la oltre metà dei parlamentari non sa nulla di nulla. e per questo può anche stare li direbbe qualcuno. ed 'è per questo che invece secondo me deve andare a casa. si va in parlamento quando si esprime una reale sintesi del paese , non una sintesi delle manipolazioni mediatiche che lo stesso sistema genera. Guardi lei forse troverebbe un lavoro nel mondo che intendo io. forse. ma la smetta di sognare. e' ora di diventare adulti e di dimenticarsi per un po dei vecchi arnesi della politica italiana. Serviranno dai dieci ai venti anni. dopo torneremo a parlare. di democrazia. adesso già non c'è e fa molti danni.

guru 2012-06-01 03:10:11

e voglio precisare non è antipolitica è realtà. L'unica cosa che occorre istituire è un ufficio restituzioni che riduca sul lastrico chi con la finta scusa di formole politiche senza un senso reale si fatto ricco. i politici alla emilio colombo con la mossa di togliere gli occhiali con montatura d'oro e i cristalli trasparenti, sono ancora in giro. " oggi parliamo nella pubblic apiaza perchè l'altra è occupata!" sembra di tornare a sentire sinallagmi degli anni 60. Lei ha un difetto giostra , ben chè mantiene un certo stile e qualche idea : è innamorato della politica di un'idea di politica di centro sinistra, che secondo lei sarebbe avere il sneso della democrazia con un occhio al mercato e un occhio alla politologia, che semplicemente non c' è più. E' del tutto controsenso pensare che bersani rappreenti la sintesi attuale del paese e che si debba candidare lasciando poi spazio ad un tecnico con un po di salsa antimafia ( saviano ), con un po di vecchi partiti, il tutto cucinato a fiuoco lento con salsa barbecue in tinta rossa e pensare di gorvernare il paese. eppure così accadrà sono formole vuote. La logica oggi ci dice invece che l'italia dovrebbe essere governatorata per dieci anni da un comitato di saggi e basta. che punti sulla rieducazione del popolo nelle scuole, sul riqualificare il paese, sismicamente , spiagge, infrastrutture, eliminare i capitali di euro falsi, e i capitali scudati, e i capitali mafiosi, e infine che punti sulla passata a miglior vita di molti delle prime seconde e terze republiche, fare una legge sul conflitto di interessi , su tutti i conflitti di interesse, ridurre il numero dei parlamentari , azzerrare le prebende 3500 euro al mese e via.liberalizzare il mercato tv. fare corsi universitari veramente formativi. investire sulle conoscenze, non far scappare la forza giovane. Avere parlamentari con due mandati e poi a casa.

guru 2012-06-01 02:58:16

"Un governo di tecnici di sinistra consapevoli che questo capitalismo è giunto ad una crisi di sistema e privi di compromissioni con il vecchio quadro politico. Personaggi che potrebbero anche essere guidati da un premier come Bersani o come Rosi Bindi o meglio ancora da un volto nuovo come quello di Fabrizio Barca. Ministri tecnici che non vengano indicati dalle segreterie come quelli attuali ma che possano emergere attraverso un concorso collettivo di idee organizzato presso la società civile partecipe e che possano attuare quelle riforme che l’attuale maggioranza non è e non sarà mai in grado di attuare vista la “camorra” parlamentare del Pdl ma che non vedrebbero comunque la luce nemmeno con i moderati alla Fioroni"

Scusi dott. giostra ma il suo articolo è la prova provata che le attuali forze che governano la democrazia in italia e quindi il sistema "democratico" come è stato concepito in italia ha fallito i suoi scopi , ed è oramai alla frutta.
Nessuna delle "forze" politiche che lei ha citato può esprimere il controsenso di eliminare se stessa e i suoi protagonisti come prima mossa. Non riuscirebbe nemmeno a dalema. nemmeno al più manipolatore doppio giochista politologo e cerchio bottista di inventare oggigiorno una formula politica che salvi la sinistra a lei tanto cara ( COME UNA VECCHIA ZIA) e l'italia e la sua dignità. Sistemare i baroni sanamente lei la giudica un idea demenziale. PIù in generale direi sistemare i politici dei vecchi partiti, in sottosegretariati, ministeri, i tantissimi enti di primo e secondo livello regionale e provinciale , oramai a ragione viene vista come una idea capace solo di generare odio per i vecchi sornioni. L'alternativa ? Aprrezzo i suoi contorcimenti ma non c'è. Non ci può essere un 'idea che non parta dalle condizioni materiali delle forze economiche. reali. IL sistema di produzione fa si che chi può va a far produzione nei paesi dove non è costretto a pagare i forti dazi e chi non può viene assorbito nella rete di distribuzione e deve dismettere. Non è capitalismo. E' l'economia. punto. L'italia deve dismettere. punto. i politici solo per mantenere piu a lungo posssibile le loro poltrone studiano la notte. Ma si preparino a togliere la locuzione onorevoli . Oramai insensata.

 

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