Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
28 Aprile 2012
CARO DI PIETRO, HAI INCASSATO 21 MILIONI E NE HAI SPESI SOLO 4. PERCHE' INVECE DI PARLARE NON RESTITUISCI LA DIFFERENZA?
CON UN NUOVO, DEVASTANTE, J'ACCUSE, UN ALTRO ELETTO, STAVOLTA IL CONSIGLIERE PROVINCIALE IDV DI TERAMO, RICCARDO MERCANTE, ANNUNCIA L'USCITA DAL PARTITO: "L'IDV E' L'OPPOSTO DI QUELLO CHE PENSAVO FOSSE": E' VERTICISTICO, PREDICA IN UN MODO E RAZZOLA IN UN ALTRO, ABUSA DELLE SPERANZE DEI GIOVANI, ED E' IN MANO AD UNA CASTA CHE AFFONDA IN UNA VERA E PROPRIA QUESTIONE MORALE. MA SECONDO L'EX CONSIGLIERE IDV TUTTO QUESTO PRESTO VERRA' SMASCHERATO.
Mercante costretto all'abbandono dalla dittatura del "colonnello" dipietrista in Abruzzo, il deputato, Augusto Di Stanislao, aspirante "banchiere", denuncia che il perenne stato di emergenza imposto da Roma nella costruzione del partito è solo una scusa per mettere il silenziatore alle opposizioni contro le caste dipietriste locali. E ricorda come fino ad un anno fa l'Idv fosse a favore del finanziamento pubblico dei partiti e sempre Di Stanislao avesse firmato la richiesta di Sposetti di raddoppio del rimborso elettorale. "La predica televisiva la conosciamo tutti", scrive Mercante, "la pratica interna invece resta ai più sconosciuta". Un richiamo ai tanti giornalisti che ancora continuano a non voler vedere quello che accade a casa di Di Pietro.

Al presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro,

al segretario regionale IdV Alfonso Mascitelli

al capogruppo regionale IdV Carlo Costantini

e p.c. a tutto il direttivo regionale, provinciale e cittadino                                  Teramo 27 Aprile 2012

Con la presente io sottoscritto Riccardo Mercante rassegno le mie dimissioni irrevocabili da membro del coordinamento provinciale di Teramo, dal coordinamento cittadino di Giulianova e comunico la mia intenzione di revocare l’iscrizione al partito dell’Italia dei Valori.                                                            

Continuerò a svolgere il mio mandato di consigliere provinciale da indipendente.

Sono stato eletto per la prima volta in un questa assemblea civica,  nel 2009, aderendo all’Italia dei Valori che per me rappresentava un baluardo a difesa di due principi fondamentali: la legalità e la trasparenza. Due elementi che costituiscono le fondamenta di una democrazia i cui vincoli sociali devono essere retti da regole condivise che a loro volta devono essere concepite in modo che non si materializzino privilegi inaccettabili. 

Praticamente l’opposto di quello che ho trovato nell’Italia dei Valori.

Perché se la predica televisiva la conosciamo tutti, la pratica interna ai più resta sconosciuta.                   

Infatti agli slogan ad effetto e alle intuizioni del presidente IDV, abilissimo a cavalcare l’onda del momento nei Talk Show, troppo spesso non seguono corrispondenti proposte e comportamenti.  Ne viene fuori una rappresentazione desolante, un partito che tende alla conservazione degli status quo acquisiti.  Una gestione interna insindacabile e verticistica delegata al colonnello plurincaricato di turno con l’obiettivo di soffocare il pensiero critico, la partecipazione ed il coinvolgimento dei militanti in prima linea che ci mettono faccia e soldi per affermare il primato degli interessi collettivi su quello privato del più forte. Un atteggiamento paradossalmente quasi masochistico vista la continua fuoriuscita di iscritti e lo scoramento che pervade la maggior parte dei pochi attivisti rimasti. I dati sugli scarsi risultati elettorali locali ne sono l’evidenza incontrovertibile.

D'altronde non potrebbe essere altrimenti. Salvo importanti iniziative del sottoscritto, l’assenza di una IDV provinciale è sotto gli occhi di tutti, completamente avulsa dalle problematiche del teramano. Lontana mille miglia dalla società civile, dalle reali esigenze del cittadino ormai alla frutta, anzi al torsolo della frutta. Non potrebbe essere altrimenti perché l’ubiquità non esiste ed i supereroi neanche. Ricordate i famosi doppi e tripli incarichi? 

O si è adagiati sulle poltrone in alcantara di Roma a 18.000 euro al mese, o si è su quella di un SUV verso la Puglia alla ricerca di una disperata rielezione in parlamento, o si è su quella della segreteria provinciale accanto agli iscritti e al fianco dei cittadini a parlare di intere generazioni di mezzo che rischiano l’espulsione dal mondo del lavoro.

Mi chiedo ma il luogo di azione di un  partito è il palazzo o la strada? Basta un referendum, ancorché demagogico, come quello sul finanziamento ai partiti e una bandiera sventolata per dire che si è in mezzo alla gente? 

Proprio il tentativo di  cambiare dall’interno la gestione tutta autoreferenziale e centralista della segreteria provinciale che non c’è (come dice Di Pietro) mi ha permesso di constatare di persona che il mancato radicamento sul territorio non solo è una triste realtà, ma cosa molto più grave, è una scelta voluta a tavolino dal partito. Infatti, mantenere uno stato organizzativo in perenne “emergenza”, ripetendo all’infinito “ci stiamo strutturando” se da un lato non permette alla base degli iscritti di partecipare alle decisioni importanti per la collettività, dall’altro inibisce alla radice qualsiasi azione di rinnovamento che inevitabilmente va a minare la rendita di posizione del capobastone locale e di riflesso dei suoi vassalli.

Il copione è: il processo decisionale è unidirezionale, Top Down, dall’alto verso il basso e non si discute.  Così ai veri militanti, quei pochi rimasti, armati di buona speranza non resta che ingoiare la pillola per non usare altro termine. Basta vedere il trattamento riservato a De Magistris che appena ha sollevato i veli sulla questione morale interna ha subìto la ritorsione scomposta di Di Pietro che ha sperato di  parcheggiarlo come semplice consigliere al comune di Napoli. Sappiamo poi per meriti esclusivi di Luigi come è andata a finire.  

Altro che assenza di questione morale! Nell’Idv è viva e vegeta più che in ogni altro partito.  Essa diventerebbe poca cosa, ancora importante certo, se la limitassimo alla sola “questione giudiziaria”. Ma non basta. La questione morale è, deve essere, questione “etica”, questione da ricondurre direttamente ai comportamenti individuali e collettivi di chi fa politica.

Ma  l’aspetto più grave, come accennato prima, che mi  induce a lasciare il partito è la troppa incoerenza tra quello che pratica e quello che predica, o meglio cerca di far intendere alla gente. E’ questa dicotomia (documentata) che  svela in tutta la sua crudezza l’assoluta assenza di credibilità dell’IDV e salvo limitate  eccezioni, dei suoi “politicanti espressione del peggio della politica” come li definisce Salvatore Borsellino quando scarica Di Pietro per aver tradito i suoi elettori. Sono convinto che il gioco perpetrato a  danno di chi ripone la propria fiducia nell’IDV, abusando dei sentimenti e delle sane speranze dei numerosi giovani e simpatizzanti, prima o poi verrà smascherato nella sua intera portata. Perché se è vero che l’Italia è vittima della casta, è anche vero che la casta l’abbiamo prodotta noi. E a noi spetta mandarla a casa per ridare un futuro e una speranza ai nostri figli. Non abbiamo scelta!

Chiudo ponendo 3 semplici domande sulla COERENZA dell’IDV al presidente Di Pietro, al segretario regionale Alfonso Mascitelli e all’amico Carlo Costantini:

1 – IDV sta lanciando a squilli di tromba il referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. A parte il fatto che nel ‘93 oltre il 90% degli Italiani si è già espresso contro, come mai solo un anno fa Aprile 2011 eravate a favore (Donadi, “Il Fatto quotidiano” 12/04/11) ed un vostro deputato Di Stanislao firmava, a sua insaputa (!) la proposta di legge del PD Sposetti per il raddoppio dei soldi pubblici ai partiti?       Avete spiegato ai cittadini che con la raccolta di 500.000 firme intascate 260.000 di euro, cioè 0,52 a firma? Ma soprattutto per le ultime elezioni politiche IDV ha ricevuto dallo Stato rimborsi elettorali per 21,649 milioni di €. Ha dichiarato 4,451 milioni di spese, dei quali solo 3,340 accertati. Perché allora i 18,309 milioni che ha nelle casse del partito non li restituite allo Stato, cioè ai cittadini? Per esempio destinandoli alle pensioni minime?

2 – IDV tuona in difesa delle fasce deboli e degli operai e si scaglia contro le istituzioni finanziarie e i poteri forti delle banche. Perché allora una banca l’avete fondata tramite il vostro deputato pseudo presidente-fondatore Augusto Di Stanislao?

3 – A Giugno 2012 decade come da regolamento congressuale la segreteria provinciale dell'Idv di Teramo eletta nel 2010 e bisognava rifare il congresso provinciale che avrebbe permesso democraticamente un ricambio generazionale ed il pensionamento definitivo del duo in carica Sacco-Di Stanislao. Nonostante reiterate richieste del sottoscritto ed altri stimabili consiglieri comunali di Teramo perché non consentite il loro regolare svolgimento?

Ringrazio e saluto affettuosamente i numerosi amici che militano nel partito che al galleggiamento nello stagno della ipocrisia e della pavidità, in attesa del tozzo di pane, preferiscono mantenere la schiena dritta con i piedi sulla terraferma.

Riccardo Mercante  -  Consigliere Provinciale di Teramo                                           Teramo 27 Aprile 2012


MASCITELLI RISPONDE ALLE DOMANDE DI MERCANTE
«Dispiace sempre quando qualcuno decide di lasciare il nostro partito, anche se poi il dolore è compensato da tante persone, totalmente disinteressate, che si avvicinano a noi ogni giorno».
 E’ questo il primo commento che il segretario regionale dell’IdV Alfonso Mascitelli ha rivolto alla polemica conferenza stampa del consigliere provinciale Riccardo Mercante, al quale dà subito le risposte alle domande poste.
«Rispondo subito, con il rispetto dovuto, alle domande che ci ha posto Mercante, tra l’altro già oggetto di valutazioni negli incontri del nostro partito e che per semplice distrazione lui evita di ricordare.
1) Un partito che non dà voce al pensiero critico (si presuppone il suo)? L’unica iniziativa pubblica di rilievo, promossa in tre anni di attività istituzionale dal consigliere Mercante, gli è stata totalmente rimborsata sino all’ultimo euro. E questo si fa per incentivare e non certo per scoraggiare chi ha qualcosa da dire.
2) I congressi provinciali a scadenza? I congressi non si decidono su base regionale, a seconda dei singoli casi e con la scadenza di uno yogurt, ma vengono deliberati con le stesse regole per tutte le regioni dall’Esecutivo Nazionale: quando verrà deciso l’IdV Abruzzo è pronta.
3) Banche? Il partito non consente gestioni o partecipazioni dirette di nostri rappresentanti, anche se non si deve confondere tra ciò che sono le banche d’affari e quelle che sono le funzioni di istituti di credito cooperativo a sostegno delle piccole imprese.
4) Finanziamento pubblico ai partiti? Anche qui Mercante si è distratto, perché dal nostro reingresso nel parlamento, in tutte le manovre economiche sono sempre presenti i nostri emendamenti per l’abrogazione: votati e bocciati!
L’onorevole Di Pietro ha già dichiarato che rinuncia alla prossima rata per farla destinare alle politiche sociali. E per quanto riguarda le risorse già presenti nelle casse nazionali del partito, in attesa che venga cambiata la legge, le procure e i tribunali che sono stati interessati ne hanno certificato l’assoluta trasparenza d’uso.
In ultimo, le firme che attualmente raccogliamo per la promozione della legge di iniziativa popolare non godono di alcun rimborso economico. Mercante si confonde con le firme per i referendum che sono altra cosa; ma questo forse per lui è un particolare marginale purche’ riesca a sparare nel mucchio».













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Commenti
eligio ceccanei 2012-05-16 07:29:54

E' dal 1998 che speravamo nella vera rivoluzione del Di Pietro pensiero e l'abbiamo fatto con i nostri sacrifici....dormendo come cani per terra a piazza vittorio a Roma ..Fui rimosso dall'incarico di Segretario Politico Organizzativo della Federazione Romana, dopo aver costruito il partito a Roma ,solo perchè causa mio padre morente mancai al primo congresso a Rimini...Chiesi spiegazioni ad Di Pietro ...mi rispose che la mia assenza aveva causato mal di pancia nel movimento ...per cui per il bene del partito lui doveva prendere quella decisione e che se chiaramente non mi stava bene ..potevo anche andare via ...tanto 1 ne esce 100 ne entrano............e così via.... rimasi per stima nei confronti degli amici conosciuti e perchè me lo avevano chiesto le persone conosciute andando per strada sotto l'acqua e il sole , spendendo di tasca mia e senza mai avere una lira di rimborso.......neanche la benzina quando scarrozzavo nelle sue visite nel lazio , prendendo giorni di ferie e permessi non retribuiti , il grande tonino....nel frattempo i furbetti del quartierino entravano entravano e si sistemavano.....mai visti per strada o per iniziative VERE insieme agli attivisti....buoni solo a salire sul palco per farsi fotografare insieme a lui ... a questi ha fruttato il posto in parlamento ...ai veri attivisti neanche il rimborso del pulmann per andare a Vasto....Passano gli anni ma le cose non cambiamo...ad una riunione ..neanche tanto ristretta all'hotel palatino a Roma disse chiaramente ...il simbolo da solo tira il 4% ed è mio.....fate voi quello che ritenete più opportuno...QUESTA E' LA CASA DI TUTTI MA ...QUELLA E' LA PORTA SI ACCOMODI FUORI CHI NON CONDIVIDE.........RICORDATEVI SOLO CHE IN TUTTI I CONGRESSI ..LOCALI ,PROVINCIALI,REGIONALI ,NAZIONALI... NON SONO MAI STATE PRESENTATE DUE MOZIONI SEMPRE E SOLAMENTE UNA.....IL GRAN CONSIGLIO FASCISTA FACEVA COSI' .....SEMPRE DISPOSTO A DIMOSTRARE CON TESTIMONI E DOCUMENTI SCRITTI QUELLO CHE HO DETTO. A testa alte come sempre ELIGIO CECCANEI

roberto giammarino 2012-05-15 22:27:17

corda e sapone x il caro analfabeta.....

paolo cavalli 2012-05-15 16:10:30

CONCORDO in pieno con Mercante. Pure io ero un sostenitore dell'IDV e me ne sono andato via sia perchè l'unico interesse del partito sembrava essere la destinazione dei fondi raccolti sia con il tesseramento sia con il rimborso elettorale sia per quanto avvenuto alle legislative in particolare in Piemonte con la candidatura e la scelta di alcuni personaggi, migrati da un partito all'altro (da margherita a IDV vedesi On. Cambursano), a discapito di chi si è magari spaccato la schiena per il partito, bhè certo non aveva un nome e una base elettorale!!!

Adri Garbo 2012-05-15 09:34:16

Di Pietro quando diventò ministro delle infrastrutture (o qualcosa di simile) restituì tutti i soldi avuti in campagna elettorale dagli "sponsor" con cui avrebbe dovuto da quel momento collaborare. Se ora non ha restituito i soldi (sempre che sia vero), avrà sicuramente i suoi motivi, non ultimo dei quali dover sopravvivere in questo mare di merda. Auto-diventare un partito povero renderebbe impossibile la lotta contro i suoi avversarsi ed in un certo senso significherebbe MOLLARE. Ovviamente non sto dicendo che Di Pietro sia un santo, ma non stiamo sempre a generalizzare.

Antonio@persichini.ch 2012-05-15 07:31:48

Sembra di aver già commentato questo articolo, insieme a te Riccardo ho posto la stessa domanda tante volte, io penso che un sistema per far si che tutti i partiti rimborsino c'é lo conosciamo tutti pero' nessuno prende l'iniziativa per paura di fallire. Ormai lo sapete io vivo in Svizzera da tanto tempo, ma sono pronto a farlo, possiamo essere uniti una volta per tutte?

Isidoro Cesare Aiello 2012-05-15 04:16:54

Credo che per una questione di trasparenza sarebbe opportuno disporre di un resoconto dettagliato delle spese dell’IDV, 21 milioni di euro, sostenute utilizzando i rimborsi elettorali. Noi militanti spesso subiamo questa critica, ma non abbiamo elementi validi con cui ribattere alle accuse. Per il ben e del partito credo che sia urgente diffondere una informativa a tutti gli attivisti e per o meno a tutti coloro che operano eletti nelle istituzioni.
Mi permetto inoltre di segnalare una mia sensazione negativa che riguarda il comportamento dell'IDV nell'operare quotidiano, quando si confronta con le altre istituzioni politiche e sindacali. Forse perché i nostri rappresentanti provengono da diverse esperienze nell'ambito di altri partiti politici o sindacali, continuano ad operare secondo logiche e rituali stantii e no più adeguati ai tempi. Ammettendo anche che l'IDV abbia reclutato persone oneste, che è la precondizione per fare buona politica, sarebbe anche necessario affidarsi a personaggi più giovani ed aperti, che sappiano interpretare le esigenze emergenti della società e progettare con adeguate proposte politiche soluzioni innovative adeguate alla sfida dei tempi. Dobbiamo leggere senza preconcetti i segnali forti che emergono dalla società e farcene alfieri, rifiutando vecchie regole comportamentali della vecchia politica, gestita, anche nel nostro interno, da vecchi dinosauri. E' necessario ritrovare lo slancio del movimento, inquadrandolo in schemi politici innovati adeguati alle esigenze dei tempi. Questo è l'unico strumento per occupare almeno in parte lo spazio politico di cui si sta appropriando con successo il movimento a 5 stelle. Infatti sembra possano facilmente raggiungano una percentuale a due cifre e noi invece rimaniamo attestati al 7-8%, ma no riusciamo ad esplodere, perché non riusciamo a fare e comunicare una politica più aggressiva, abbandonando tatticismi che ci portano talvolta a farci assimilare a SEL, che si sta caricando di vecchi uomini della peggiore politica affaristica di stampo craxiano, e peggio ancora del PD, partito corrotto e portatore di interessi economico finanziari, vedi cooperative rosse, e nei fatti fiancheggiatore per anni del Berlusconismo ed ora sostenitore dell’antidemocratico governo Monti che sta svendendo la sovranità dell’Italia agli interessi della finanza internazionale, ormai è divenuta il perno di un tirannide mondiale.
Credo che gli organismi dirigenti nazionali e regionali farebbero bene ad aprire un serio confronto su queste tematiche.

giovanni pancari 2012-05-14 20:55:29

ho scritto a Di Pietro & C. e su Di Pietro & C. ma nessuno ci ha fatto mai caso!!!!!! .. e ho scritto proprio quando Di Pietro "aveva scoperto" che la mafia è nelle Istituzioni!!!!!
Ho segnalato il mio ultra 50ennale caso di mafia/malagiustizia ma, a parte una caro giovane dell'IDV, tutti i miei appelli sono caduti nel nulla!!!!!
Ci vuole altro per capire le vere intenzioni di chi tiene lo scettro nell'IDV????
...e quali sono le vere intenzioni?????
Dite che al giorno d'oggi il popolo non ha più l'*ingenuità* di prima ma qui state parlando senza memoria!!!!
Siamo in tanti ad esserci svegliati!!!!!!!!

Riccardo Mercante 2012-05-07 12:41:15

Mascitelli sottovaluta la portata delle criticità segnalate!

Che strano rilevare che fino a qualche settimana fa per Mascitelli ero il suo punto di riferimento, e ora sono diventato un distratto. Leggendo la sua insipida ed inconsistente risposta trovo rafforzate le motivazioni che mi hanno indotto a lasciare l'Italia dei Valori. Mi spiace che il segretario, che ringrazio per il rispetto mostrato, non abbia colto il fatto che le risposte non le deve dare al sottoscritto, ma ai suoi elettori ed iscritti che investono la loro fiducia nei principi del partito.

Torno a precisare che lo scopo del mio gesto assunto con dispiacere e forte delusione, e' quello di stimolare una seria riflessione interna sull'assenza politica della segreteria provinciale, dovuta al fatto che l'attuale segretario ricopre contemporaneamente ben 4 incarichi e credo non abbia il dono dell'ubiquità: deputato, segretario provinciale, commissario in Puglia e consigliere a Colonnella, oltreché fondatore presidente di una banca.
Mi chiedo se non sarebbe anche un bel gesto, sempre sulla scia dei principi dell'idv, per Mauro Sacco lasciare la sua seconda poltrona di consigliere comunale ad un nuovo ingresso fresco. Lui avrebbe più tempo per fare il consigliere provinciale e un nuovo giovane l'opportunità di iniziare a fare politica. Sono piccoli esempi concreti che oltre a nobilitare chi li pone in essere rappresentano un primo passo non fumoso verso la strada del rinnovamento della classe politica.
In merito al rinvio del congresso provinciale il segretario dimentica di dire che la scadenza dello yogurt (Giugno 2012) è stata fissata dall’esecutivo nazionale IDV nel 2010 nei regolamenti congressuali (visibili a tutti tramite una semplice ricerca su google).

A Mascitelli dico che avere un bilancio trasparente, cosa non richiestagli perché data per scontata, dovrebbe essere la normalità e non un vanto e che se Di Pietro restituisse ai cittadini i 18 milioni di euro incassati con i rimborsi elettorali darebbe un altro senso, non populista ma improntato alla coerenza, all'iniziativa sull'abolizione del finanziamento pubblico. Questo fornirebbe un notevole impulso alla crescita dell'idv, consentendo al contempo di alleviargli il dolore per la mia uscita, senza necessità nel futuro di cooptare inquisiti totalmente disinteressati provenienti da altri partiti.

Sulle altre pilatesche argomentazioni stendo un velo per il doveroso rispetto dovuto agli amici militanti, ai rappresentanti istituzionali o come li chiama il segretario il mucchio,ma soprattutto ai numerosi giovani che investono con sacrificio e gratuitamente le loro energie negli ideali del partito. Ritengo ingeneroso che vengano danneggiati oltremodo dal prolungarsi di questa querelle, cosi come resta immutato il mio apprezzamento per i meriti acquisiti in questi anni in parlamento dall'on. Antonio Di Pietro e in regione dal consigliere Carlo Costantini.

Agostino Cullati 2012-04-30 23:31:35

Caro Mercante, benvenuto tra i fuoriusciti!!
http://www.youtube.com/watch?v=guUCNjO452k

Francesco virgilii 2012-04-30 08:33:57

Mi schiero dalla parte di Mercante, da socialista, condivido tutto. Anche io nutrivo nel partito di Di Pietro che ci fosse, piu' moralita' nella gestione dei dei rimborisi elttorali, piu' democrazia interna, meno mercato nella nomina dei deputati, meno cooptazione nella scelta di dirigenti, sopprattutto, PIU' BENE COMUNE, assente nel partito che invece ci fa credere di avere. Buone cose al compagno Mercante.

Riccardo Mercante 2012-04-28 17:18:24

Caro Mascitelli, il silenzio e' d'oro, la parola d'argento. In questo caso leggendo la tua risposta il silenzio era di platino. Vedo che dosi alla perfezione il termine totalmente disinteressate. Se vuoi alludere qualcosa resto in attesa di capire meglio.
Mi sembra puerile stare a controbattere alle tue evidenti non risposte perche' non c'e' piu sordo di chi non vuol sentire o fa finta di non sentire. Fate vobis.
Io ho posto alcune questioni. Da mesi. Ed ho fatto l'estremo gesto con dispiacere e rammarico per indurvi ad aprire una reale discussione interna sulle cose che ho gia segnalato. E sai che non sono il solo ad aver sollevato la questione.
Voglio specificare che fare questo o dissentire sulla promozione di legge popolare( se cosi..ancora piu demagocica del referendum) non vuol dire sparare nel mucchio e neanche cancellare con un colpo di spugna i meriti e le numerose battaglie di Antonio Di Pietro in campo istituzionale in questi anni.
Ne vuol dire non avere rispetto del tuo lavoro o delle importanti questioni a livello regionale sollevate dall'infaticabile Carlo Costantini. Ho rispetto anche per i gravosi compiti in Puglia di Augusto Di Stanislao.
Permettimi pero di nutrirne ancora di piu per quei ragazzi che ogni giorno ( mi ripeto) investono tempo, faccia, fiducia e soldi per un ideale. Come ho fatto io! Ma forse hai ragione tu. Ero distratto.

 

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