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News by Dire
03 Marzo 2012
L'IDV MARCHE NEL CAOS. DI PIETRO CHIEDE LA TESTA DELLA MORODER MA LA LA MINORANZA LA DIFENDE.
AL POSTO DELL'ATTUALE ASSESSORE AL TURISMO, DAVID FAVIA VUOLE UN SUO EX ASSISTENTE, PAOLO EUSEBI. LA COMPONENTE DI MINORANZA ATTACCA IL LEADER REGIONALE, LO ACCUSA DI PENSARE SOLO A LOTTE DI POTERE E ALLE POLTRONE, E CHIEDE A DI PIETRO DI NON CONSENTIRE LA SOSTITUZIONE DELL'ASSESSORE. IL GOVERNATORE SPACCA PERO' E' MOLTO AMICO DI FAVIA...
I dissidenti reclamano la convocazione del coordinamento regionale che non si riunisce mai se non per ratificare le decisioni prese da Favia e soprattutto in una regione dove domina l'alleanza tra Pd e Udc, chiedono di tenere fede alla foto di Vasto, guardando a sinistra e al Pd con maggiore lealtà. Ma intanto proprio al centro del cosiddetto modello Marche, il Pd appare un partito in preda a lacerazioni e lotte intestine esattamente come altrove, preso d'infilata da Favia e dal suo modo "corsaro" di fare politica. Una crisi che non dipende certo dal governo Monti e che nè Casini, nè Di Pietro possono aiutare Bersani a risolvere.
L'Idv nelle Marche è in preda ad un marasma politico. David Favia, il padroncino del partito ha chiesto ad Antonio Di Pietro la testa di Serenella Moroder, assessore regionale al turismo, e l'ex pm gliel'ha subito concessa. Il leader Idv ha chiamato il governatore Gian Mario Spacca che ha avvertito la Moroder aggiungendo che non vorrebbe rinunciare a lei ma, eccetera eccetera. Favia ha indicato come suo sostituto Paolo Eusebi, attuale consigliere regionale e coordinatore cittadino di Ancona che in passato è stato suo assistente personale proprio alla Regione Marche. 

Riuscirà Serenella Moroder a salvarsi? Difficilissimo. Intanto perchè per Spacca non sarà facile dire di no a Di Pietro, ma soprattutto perchè il presidente della Regione è legato a doppio filo con Favia, tanto è vero che sta cercando di impedire che ad Ancona l'Udc entri nella nuova giunta Gramillano senza l'Idv. Ufficialmente perchè apparirebbe una sconfessione del cosiddetto Modello Marche, ovvero l'alleanza Pd-Idv-Udc nata in Regione liquidando la sinistra e poi esportata a Macerata in Provincia, ma anche perchè finora il governatore ha visto con una certa soddisfazione la forsennata azione di destabilizzazione dell'amministrazione di centrosinistra portata avanti da Favia a far data dal settembre del 2009, un logoramento continuo ispirato da non certo nobili motivazioni che ha infine provocato una crisi politica e le dimissioni del sindaco del capoluogo marchigiano. 

Spacca nel Pd appartiene alla componente di Enrico Letta, è sostanzialmente un moderato e guarda con malcelata ostilità gli ex Pci-Ds, a cominciare dal segretario regionale Palmiro Ucchielli, un ex Pci che aspira a succedere a Spacca sulla poltrona politica più ambita delle Marche. Una rivalità che mette l'abile Favia, molto legato anche ad Ucchielli, in condizione di muoversi tra un fronte e l'altro, approfittando delle lacerazioni del Pd. La crisi del comune di Ancona proprio per i contorcimenti del partito di Bersani è diventata ormai una farsa. Eugenio Duca, consigliere comunale di "Sinistra per Ancona", ci racconta di essere stato chiamato per firmare un documento politico che peraltro aveva già votato la scorsa estate, (il voto di Duca può risultare decisivo per raggiungere in consiglio quota 22) per poi scoprire che il Pd e Gramillano avevano proposto a Favia e all'Idv un altro documento ancora, pur sapendo che Duca e Favia sono incompatibili: "la mia nausea e il mio disgusto", dichiara Duca, "se assumessero forma liquida non riuscirebbero a trovare posto nel mare Adriatico". Dunque il marasma politico riguarda sia l'Idv che il Pd e certo in questo caso non è colpa del successo del governo Monti. 

Le ribalderie di David Favia però hanno spinto la minoranza dell'Idv ad organizzare una difesa di Serenella Moroder. Con un conferenza stampa e un comunicato, l'ex coordinatore regionale Gianfranco Borghesi e altri iscritti e militanti hanno stroncato, sia pur senza nominarlo, l'operato politico di Favia in Ancona, parlando di "azioni che sembrano più orientate ad una ricerca affannosa di potere, in continuo conflitto con il maggior alleato",  e di "doppiezza del predicare bene per poi sottendere a ben altro non rispondente comunque al bene della città". La minoranza Idv ha chiesto la convocazione del coordinamento regionale che dice, uno di loro, "non si riunisce quasi mai e se lo fa è solo per ratificare le decisioni prese da Favia" e intende difendere una linea politica che è quella rappresentata dalla mitica foto di Vasto, ovvero Pd-Idv-Sel, alleanza che il leader marchigiano, ex berlusconiano e mastelliano, vede come il fumo negli occhi.  

La risposta di Favia non si è fatta attendere ed è quella tipica dei gerarchetti dipietristi: i vari Borghesi, Moroder, Pesaresi (ex vicesindaco Idv di Ancona) non sono iscritti al partito e quindi non hanno alcun titolo per parlare. E' ovvio che se anche fosse vero che non sono iscritti, (sono comunque membri di organismi politici dell'Idv) a questo punto se chiederanno di iscriversi gli verrà rifiutato. E' questo il consueto spettacolo cui si assiste nel partito dell'ex eroe di mani pulite: un diffuso e radicato disprezzo delle più elementari regole democratiche, il rifiuto di ogni forma di dialettica e discussione in nome della cieca obbedienza ai voleri dei vari capi e capetti, lo stravolgimento di ogni forma di trasparenza e rispetto delle regole. 

Secondo Serenella Moroder Di Pietro non ha potuto dire di no alla richiesta di Favia perchè ha paura di perdere il deputato dorico, cosa che a Montecitorio farebbe scendere i deputati Idv sotto i 20 numero minimo così per costituire un gruppo. La Moroder si è fatta un'idea corretta di Di Pietro e Favia ma nel merito sbaglia perchè l'Idv ha 21 deputati e non 20 e dunque potrebbe anche permettersi di perdere Favia. Il punto in ogni caso non è questo. Il punto che la Moroder e la minoranza non hanno capito è che Di Pietro uno come Favia, pur sapendo che tresca in permanenza con Pdl e Fli, fa di tutto per tenerselo stretto perchè a lui piace da impazzire quel modo corsaro e ribaldo con cui fa politica l'ex berlusconiano. A Tonino nelle province servono gerarchi così. Gente con due giri di pelo sullo stomaco, vecchi mastini delle poltrone alla Belisario&Formisano, professionisti che sappiano piantare i gomiti nei fianchi degli avversari, giocare con pacchetti di tessere e di voti e tenere sulle spine gli alleati come fa'  Di Pietro stesso. Tanto poi a ravvivare l'immagine del giustiziere senza macchia e senza paura basta lui con qualche comparsata in tv o nei cortei della Fiom. Ecco perchè Moroder & Co. hanno una sola scelta: andarsene dall'Idv.  












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Commenti
X_MAREA_X 2012-03-13 16:05:23

http://tutto-musica.myblog.it/archive/2012/02/15/michel-telo-ai-ai-se-eu-te-pego.html bravo...milan....loro si che s'impegnano.

 

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