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News by Dire
24 Novembre 2011
L'IDV, UN PARTITO DEL CEMENTO E ANTIDEMOCRATICO.
CONSIGLIERE PROVINCIALE SAVONESE LASCIA DI PIETRO E ATTACCA LA GESTIONE PALADINI.
L'Idv ligure, scrive Marco Caviglioni, stimato ambientalista di Savona, è un partito che si sta Pdl-izzando, dove i vertici fanno il bello e cattivo tempo e dove le scelte vanno in direzione di quel partito del cemento molto attivo in Liguria. Il suo abbandono segue quello di Pier Giorgio Pavarino, Davide Giribaldi e Giovanni Baglietto, militanti molto noti per il loro impegno ecologico. Gente che intralciava i disegni politici dell'opaco centrosinistra ligure. Vedi i casi dell'ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power e della piattaforma Maersk di Vado.

MARCO CAVIGLIONE, CONSIGLIERE PROVINCIALE A SAVONA, LASCIA L'IDV

Sono arrivato ad un punto tale da esprimere pubblicamente le mie considerazioni sull’IDV savonese e ligure; eccole, in estrema sintesi, motivo per le quali annuncio, altrettanto pubblicamente, di dimettermi dal partito...

 

1) Criteri antidemocratici nella gestione regionale e provinciale del partito, con 3 esempi eclatanti: a) l’imposizione all’ultimo momento, precisamente nell’ultima settimana di campagna elettorale, da parte dell’assessore regionale Quaini, dei candidati alle comunali di Loano di quest’anno, in particolare la sostituzione con Luca Gallizia, fresco reduce dalla Destra di Storace, del capolista Pier Giorgio Pavarino, segretario della sezione IDV del ponente savonese, appoggiato dal sottoscritto, la cui candidatura era stata regolarmente accettata in una riunione provinciale a Savona 2 mesi prima ( segretario provinciale ancora Rosario Tuvè); si può ragionevolmente affermare che questo “diktat” ha pesato non poco sull’esito di quella consultazione, che ha visto prevalere di un soffio la coalizione di centro-destra; b) l’”incoronazione” da parte della segreteria regionale di Bagozzi quale segretario provinciale, senza ricorrere alla convocazione del congresso provinciale e quindi alla votazione da parte degli iscritti;c) l’“imposizione”regionale al rieletto sindaco Berruti di Elisa Di Padova come assessore alla politica giovanile (tra l’altro col risultato di disattendere, almeno sinora, alle aspettative dei giovani), scavalcando così, nonostante si fosse classificata al 5°posto nella lista dell’IDV per le comunali di Savona, lo stesso Bagozzi giunto primo, l’assessore e segretario provinciale uscenti Tuvè (secondo) e il geometra Franco Fenoglio (terzo); una scelta fatta in nome della giovane età e delle quote rosa, insomma, un tipico esempio della politica dell’apparenza.

2) Ne consegue un processo di “PDL-izzazione del partito, sia a livello regionale che provinciale, con scelte e decisioni dettate unicamente dai vertici, e con entrata in esso di soggetti provenienti anche dall’estrema destra di Storace (vedi Gallizia), oltre che di rappresentanti del ”partito del cemento”, come la Fusco prima e l’immobiliarista Bagozzi poi. La gestione verticistica e berlusconiana del gruppo regionale ha sempre mal digerito le osservazioni critiche fatte all’interno dell’IDV, e meno che mai le recenti e non poche defezioni avutesi nella provincia savonese, da Cosimo Melacca, consigliere comunale a Rialto nonché presidente di Agriturist Liguria, allo stesso Piergiorgio Pavarino, fino a Federico Gozzi, consigliere comunale a Quiliano per parlare solo dei nomi più importanti, tutte persone oneste e degne della massima stima, perlomeno la mia.

3) Politica regionale e provinciale improntata a “valori” ben lontani sia dalla linea dell’IDV nazionale che dalle necessità e aspettative della gente comune; in particolare una politica che va decisamente contro il rispetto dell’ambiente, e di conseguenza anche della salute; eccone alcuni aspetti: a) accentuata vocazione edilizia dell’IDV regionale, con la legge regionale del luglio 2011, ispirata dal vicepresidente alla Regione Fusco, sull’accorciamento da 7 m a 3 m. della distanza minima di edificazione dagli argini dei torrenti, con silenzio assordante dell’IDV regionale a proposito delle recenti alluvioni nello spezzino e, soprattutto, a Genova; non dimentichiamo poi che la stessa Fusco avrebbe voluto che ”passasse” in Regione un “Piano casa” ancora con maggiori ampliamenti. b) appoggio del segretario regionale, di quello provinciale e dell’assessore regionale Quaini all’ampliamento a carbone della centrale Tirreno Power di Vado, sposando praticamente in toto, come il PDL, le argomentazioni della stessa azienda; grande delusione hanno manifestato i gruppi ambientalisti e i comitati di cittadini locali, i quali avevano riposto in Quaini la loro fiducia che egli avrebbe perorato in regione la loro causa, che è poi quella del 98% della popolazione provinciale che rigetta il carbone quale fonte energetica, essendo ormai consapevole che esso è pure fonte di molte malattie, tali da incrementare assai la morbilità e la mortalità della provincia di Savona nei confronti delle altre province liguri. Ovviamente le possibilità politiche di Quaini sono sicuramente maggiori delle mie, lui che è in maggioranza in Regione, a differenza del sottoscritto in minoranza in Provincia. c) appoggio del segretario provinciale, perlomeno nel suo programma elettorale alle comunali di Savona, alla costruzione della piattaforma Maersk a Vado e del porticciolo della Margonara tra Savona e Albissola M., quest’ultimo poi di recente bocciato dalla stessa giunta comunale di Savona.

Tutte queste cose che ho potuto constatare a livello di politica e di conduzione generale del partito non possono che avermi trovato dissenziente, date le mie convinzioni e la mia attività “ambientaliste”, rendendomi anzi un corpo estraneo nell’ambito della stessa IDV locale, a sua volta tuttavia corpo estraneo rispetto all’IDV nazionale, o perlomeno, nei riguardi dei metodi e delle finalità propri di Antonio Di Pietro e, soprattutto, di Luigi De Magistris.

4) A questo si sono inoltre aggiunti nei miei confronti, da parte di diversi rappresentanti della segreteria provinciale e regionale, comportamenti e critiche, spesso alle spalle, quantomeno discutibili, come quelle verso la mia attività in Provincia, considerata troppo ”ambientalista”, quindi estremista e “allarmista. 5) Per non parlare del silenzio e dell’assenza assordanti dell’IDV savonese su qualunque tema e manifestazione locale sulla difesa dell’ambiente e della salute (a proposito, Quaini non è presidente della commissione sanità in Regione?). Dopo tutte queste critiche nei miei confronti, condite dai silenzi e dall’isolamento nella mia attività in Provincia, ecco che il segretario Bagozzi, per la prima volta dopo la sua ”democraticissima” elezione, dopo mesi di silenzio, si degna poche settimane fa di telefonarmi per incontrarci e scambiare le nostre opinioni (che poi significa dover rinunciare alle mie!). Infine, ma non ultimo particolare, la loro voluta dimenticanza di 2 persone che parte rilevante hanno avuto nella storia del recente passato dell’IDV savonese: Davide Giribaldi, ex-segretario provinciale (era stato estromesso nel 2008 da Tuvè, al quale Giribaldi devo la mia candidatura alle provinciali del 2009, e Giovanni Baglietto, pure lui ambientalista (da me appoggiato nella sua campagna elettorale alle regionali dello scorso anno), e con una lunga esperienza, sia in maggioranza che all’opposizione, al comune di Varazze; evidentemente 2 persone stimate e intelligenti, che tanto hanno fatto per il partito, e che se recavano fastidio prima a Tuvè, ora lo davano ancor più all’attuale dirigenza.

Considerate tutte queste cose, nella lunga e vana attesa nella speranza che qualcosa nel partito locale potesse cambiare negli ultimi mesi, considerati i ripetuti e preoccupati appelli che non solo il sottoscritto, ma anche tutte quelle persone degne di stima nominate precedentemente hanno fatto pervenire alla dirigenza romana, senza che si avesse risposta alcuna, ho deciso, seppure assai a malincuore, di rassegnare le mie dimissioni dal partito, annunciando contemporaneamente il mio passaggio al Gruppo misto in Provincia. Molte persone, amici e ambientalisti, esponenti politici e non, da tempo mi esortavano a fare questo passo, ma io, direi presuntuosamente, o forse invece ingenuamente, volevo credere fino in fondo di fare un’opposizione interna al partito, assieme a tutte quelle brave persone di cui sopra, riconducendolo sulla retta via, ispirata, ripeto, a Di Pietro, ma soprattutto a De Magistris; ma alla fine, come già detto, chi è stato estromesso, chi invece se ne è andato, ed ecco così che son rimasto completamente solo…e guarda caso, solo allora i vertici mi hanno cercato. Ma mai mi troveranno! Ma in realtà la mia solitudine risulta in sostanza solo apparente: vado via perché forte delle mie idee, che non posso, ma soprattutto non voglio dividere con una accozzaglia di portatori di interessi particolari, quello che la politica con la P maiuscola ed il movimento Idv combattono da sempre : " i miseri interessi personali". Alla fine soli rimarranno loro, la gente sta prendendo sempre più coscienza dei limiti, anzi, delle nefandezze di certa politica, e si sta indirizzando vieppiù non verso l’antipolitica, ma verso una nuova politica, movimento degli ”indignati” docet. La mia, comunque ripeto, è stata una decisione molto sofferta, ma presa non certo a caldo, dato che la maturavo da lungo tempo. Mi sono sempre adoperato senza risparmio per la causa dell’IDV, ricordo di aver ad esempio dedicato gran parte del mio poco tempo libero per la raccolta delle firme prima per le regionali liguri dello scorso anno, poi per i 3 referendum nazionali (acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento) indetti dal partito; l’ho fatto sempre assai volentieri, sia perché credevo, e credo, in certi valori, sia perché ritenevo che il partito li avesse sempre fatti propri. Ora, però, non lo credo più, perlomeno a livello di IDV provinciale e regionale ligure.


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