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News by Dire
24 Ottobre 2011
IDV BARI. DENUNCIATO L'ASSESSORE PASCULLI. AVREBBE TENTATO DI PILOTARE UN APPALTO.
NUOVA GRANA GIUDIZIARIA NEL PARTITO DELLA LEGALITA'. PASCULLI AVREBBE CHIESTO AD UNA DITTA DELLE PULIZIE "RACCOMANDATA" L'ASSUNZIONE DI ALCUNI SUOI PROTETTI. MA NON E' ANCORA INDAGATO.
Ad incastrare l'esponente dell'Idv barese che per due volte avrebbe tentato di piazzare suoi amici, sarebbero alcuni sms. Pasculli ammette di aver cercato di aiutare un disperato e si dice completamente estraneo alla vicenda. Il partito tace ufficialmente, come il sindaco Emiliano, ma fa arrivare messaggi di solidarietà all'assessore agli appalti.

REPUBBLICA  BARI sabato

Appalto pulizie al Comune

denunciato l´assessore Pasculli, IDV

"Impose nomi da assumere alla coop che vinse"    

Proroga alla Romeo che aveva subappaltato il servizio a una ditta sociale  

GIULIANO FOSCHINI
FRANCESCA RUSSI

L´assessore comunale Emanuele Pasculli avrebbe provato a pilotare un appalto. Chiedendo alla ditta "raccomandata" l´assunzione di alcuni suoi protetti. Per questo è stato denunciato dai Carabinieri alla Procura di Bari. La storia è quella dell´appalto per le pulizie al comune di Bari e, dopo un lavoro di un paio di mesi da parte della polizia giudiziaria, è sul tavolo del procuratore aggiunto, Pasquale Drago, che nei prossimi giorni dovrà valutare come formulare il capo di imputazione. E decidere se procedere per concussione, turbativa d´asta o per altro reato.
Tutto - come ha documentato Repubblica nei mesi scorsi - ha inizio a luglio quando va in scadenza la gara per la pulizia degli uffici comunali. L´appalto era affidato alla Romeo, così come da appalto nazionale Consip. Dopo lo scandalo giudiziario napoletano sull´azienda, il sindaco Michele Emiliano aveva provato a revocare l´appalto alla Romeo per poi annunciare, chiedendolo contestualmente agli uffici, di non rinnovarla provvedendo a bandire una gara autonoma. A luglio, arrivati a scadenza, si è scoperto però che gli uffici non avevano provveduto a preparare il capitolato. L´unica alternativa era quindi provvedere ad andare in proroga all´appalto Consip, e quindi riaffidare il servizio alla Romeo (che a Bari aveva subappaltato a una cooperativa sociale). E´ qui che cominciano i problemi, sulla base di quanto raccontato dagli stessi titolari della coop agli investigatori.
Pare che l´assessore agli appalti, Pasculli, appunto (esponente dell´Italia dei valori) avesse rassicurato la cooperativa della proroga chiedendo in cambio l´assunzione di alcuni suoi protetti. Circostanza questa documentata anche da un sms agli atti dell´indagine. A bloccare l´operazione è Emiliano che - ignaro della richiesta del suo assessore - decide di non riaffidare l´appalto alla Romeo, di bandire una nuova gara e nelle more di dare l´incarico alla Multiservizi, con l´obbligo di assorbire nelle more i dipendenti della coop. Anche in questo passaggio Pasculli - che si dice assolutamente estraneo - avrebbe però chiesto all´azienda di far risultare un paio di "sue" persone tra i dipendenti in modo tale da farli rientrare nell´elenco delle persone che la Multiservizi avrebbe assorbito. Operazione però anche questa fallita non fosse altro perché non era possibile truccare le buste paga o l´iscrizione all´Inps necessari per il passaggio alla Multiservizi. E´ a questo punto della storia che scatta l´inchiesta. I carabinieri del nucleo investigativo si muovono, raccolgono materiale, ascoltano una serie di persone tra cui i responsabili della coop. E depositano nelle scorse settimane l´informativa finale di una storia che sembra proprio non dover finire qui

 

REPUBBLICA BARI

Gelo sull´assessore denunciato

Emiliano: "Aspetto le indagini"  

Ma Pasculli replica: "Non mi ha nemmeno telefonato"    

 RAFFAELE LORUSSO

Michele Emiliano attende gli sviluppi delle indagini. E, nel frattempo, tace. Anche il suo assessore ai contratti appalti, Lino Pasculli, finito al centro di un´inchiesta denunciato per presunte pressioni per l´assunzione di una persona nella cooperativa che si occupa degli uffici comunali (al momento non è indagato), non vede l´ora di dire la sua. Il chiarimento, almeno a livello politico, è rimandato. «Aspetto l´esito dell´indagine e auspico celerità», fa sapere Michele Emiliano. Che, anche se si trova fuori città, non ha degnato il proprio assessore neanche di un messaggio. Sintomo dello stato d´animo del sindaco, che di questa vicenda caratterizzata dai ritardi nella gara d´appalto per la pulizia degli uffici comunali e dalle presunte pressioni, anche via sms, dell´assessore per l´assunzione di un addetto alle pulizie è al corrente da almeno due mesi.
È stato Emiliano, del resto, a denunciare alla Procura della Repubblica ingerenze e ritardi nella gara d´appalto. Un atto dovuto, fanno notare dal suo staff, essendone venuto a conoscenza nell´esercizio delle proprie funzioni e, quindi, in qualità di pubblico ufficiale. Il silenzio del sindaco non fa piacere a Lino Pasculli. «Ho però ricevuto telefonate di solidarietà da molti colleghi di giunta e consiglieri comunali», ammette. Silenzio, per il momento, dai vertici dell´Italia dei valori. Il consigliere comunale Federico Pirro cerca di dargli coraggio. «Siamo sorpresi - dice - ma siamo certi che riuscirà a dimostrare la sua estraneità». Pasculli spera di poter chiarire tutto in fretta. «Né il sottoscritto né la struttura dei contratti e appalti - spiega - hanno il potere di chiedere la proroga dell´appalto delle pulizie. Né è possibile pilotare le gare perché il capitolato viene messo a punto dalla ripartizione, in questo caso i lavori pubblici con il direttore Maurizio Montalto. I miei uffici si sono limitati a pubblicare il bando di gara». Sulla vicenda della segnalazione di una persona ad una cooperativa di pulizie, Pasculli dice di essere sereno. «Il presidente della cooperativa, di cui non ricordo il nome - spiega - chiese di parlare con me. Mi disse di non lasciare per strada i suoi dipendenti quando l´appalto sarebbe stato aggiudicato. Gli spiegai che i lavoratori non dovevano avere alcuna preoccupazione perché viene sempre inserita una clausola per salvaguardare l´occupazione. Alla fine del colloquio, lui mi chiese se ci fosse qualcuno da aiutare e, vista la sua disponibilità, mi venne spontaneo chiedergli di dare una mano ad un disperato. So che lo chiamò una decina di giorni dopo per un colloquio. Quella persona non ha mai ottenuto un lavoro neppure per un giorno né io sono più intervenuto. Volevo rendermi utile a una persona in gravi difficoltà: tutto qui». Le telefonate di colleghi e amici lo hanno tirato un po´ su di morale. «Non ho fatto niente di male - assicura - . Possono guardare con la lente di ingrandimento tutti gli atti che ho compiuto in questi mesi: sono ai contratti e appalti, ma mai un mio amico o parente ha mai ottenuto incarichi dal mio assessorato






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