Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
27 Agosto 2011
REGIONALI MOLISE: ECCO COME TONINO PROTEGGE SUO FIGLIO CRISTIANO.
L'ACERRIMO NEMICO DELLA CASTA STA BLOCCANDO LA CANDIDATURA DEL NOTAIO TERMOLESE, VINCENZO GRECO, PER TIMORE CHE POSSA TOGLIERE VOTI AL SUO TROTA, IN CORSA A NOVEMBRE NEL PROPORZIONALE. NONOSTANTE L'IDV DI TERMOLI ABBIA INDICATO L'EX SINDACO DELLA CITTADINA ADRIATICA COME IL PROPRIO CANDIDATO.
Ormai siamo sopraffatti dalla noia e dalla nausea nel dover sottolineare la incredibile faccia tosta dell'ex eroe di mani pulite che trova ancora il coraggio di scendere in piazza insieme a precari e disoccupati mentre nel natio Molise approfitta della sua autorità nel partito per garantire al suo primogenito quei privilegi della casta che dice di combattere, peraltro boicottando le libere decisioni dei suoi militanti. Se il 6 settembre durante lo sciopero della Cgil vi troverete accanto a lui, smascheratelo.
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Politica
Di Pietro, i figli so’ piezz ’e core: 
Greco fuori, l’erede in lista
Lo slogan "basta privilegi per la casta" vale ovunque, ma evidentemente non in casa propria per il leader nazionale dell’Idv. Il figlio Cristiano sarà infatti candidato al proporzionale alle regionali di ottobre, mentre l’ex sindaco di Termoli, prescelto dal locale circolo cittadino, viene tenuto in sospeso perché rischia di pestare i piedi all’ex consigliere provinciale andando a racimolare voti nello stesso bacino di elettori.

di Stefano Di Leonardo

I figli so’ piezz ‘e core, Mario Merola dixit. E in Italia, si sa, un occhio di riguardo per i figli ce l’hanno tutti. Prendete Il Senatur e il suo Trota, quel Renzo Bossi sistemato da papà: fulgido esempio di familismo applicato alla politica. Ma non c’è bisogno di andare in Padania per acquistare consapevolezza di cosa significhi tutelare la prole. Antonio Di Pietro, presidente nazionale e ideatore dell’Italia dei Valori, molisano doc, testimonia egregiamente il fenomeno. Davanti ai microfoni e alle telecamere e nelle aule del Parlamento, grida ai quattro venti: «Basta casta, stop ai privilegi». Ma anche per lui, ahimè, vale il detto “non nel mio giardino”. A casa sua, nel Molise, un posticino per il figlio Cristiano bisogna trovarlo. Per carità, l’ex consigliere provinciale ha tutto il diritto di cercare la scalata a un posto a palazzo Moffa con il partito di papà. A patto che non si cerchi di evitare che altri pezzi da novanta gli pestino i piedi nella stessa lista e nel medesimo bacino elettorale. Un nome a caso? Vincenzo Greco, in passato sindaco di Termoli, eloquiato e osannato in pubblico e privato da Tonino. Ma ora che il circolo cittadino del partito spinge da mesi per la sua candidatura, l’ex pm di Mani Pulite fa orecchie da mercante. Alimentando sospetti, dubbi e malelingue.

Già dall’inizio dell’estate infatti, il circolo di via XXIV maggio ha deciso di puntare tutto su Vincenzo Greco. Il primo approccio col presidente nazionale del partito è avvenuto a Roma quando alcuni esponenti dipietristi locali hanno fatto presente a Tonino Di Pietro la loro decisione: «Vincenzo Greco è il nostro candidato». L’ex primo cittadino termolese, pur non avendo in tasca la tessera dell’Idv, è da anni vicino al partito e mantiene da tempo buoni rapporti con l’ex magistrato. In quell’occasione infatti, Di Pietro parve favorevole alla candidatura del notaio termolese. Nessuna sorpresa, d’altronde. Non è un mistero che in diverse occasioni pubbliche Greco venne indicato proprio da Di Pietro come "l’uomo nuovo" e la "persona giusta per la svolta". A cominciare dal gennaio 2010, quando fu proprio lui a insistere con Greco tentando di convincerlo, senza riuscirci, a ricandidarsi alle comunali del marzo successivo dopo la chiusura anticipata della legislatura firmata dal notaio. Eppure ora che è arrivato il momento per mettere in pratica la teoria, ecco scattare un silenzio impenetrabile. 

Il circolo termolese ha deciso perciò di rompere gli indugi e oltre un mese fa ha prodotto un deliberato ufficiale col quale si fa sapere ai dirigenti di partito di aver scelto il proprio candidato. Chi è? Vincenzo Greco, che ha già dato l’assenso a essere presente nella lista dell’Idv nel proporzionale alle prossime regionali. Ma come ha sottolineato il segretario cittadino Rocco Cappella in una nota indirizzata al leader nazionale e ai dirigenti locali «nessuna risposta ufficiale del partito è stata formulata, né comunicata al circolo di Termoli o allo stesso dottor Greco».

Nemmeno la nota festa di inizio agosto nella masseria del presidente Idv è servita a sbloccare la situazione. In quella occasione, nonostante un saluto pubblico al Notaio, Di Pietro non ha affrontato l’argomento. Equando il partito, a livello regionale, ha provato a contattare altri noti esponenti termolesi (tra cui anche il capogruppo comunale Idv Antonio Russo) per avere la disponibilità a un posto in lista, ha dovuto fare i conti con più di un rifiuto. No grazie, invito declinato. Il refrain è sempre lo stesso: «Il nostro candidato è Greco». Insomma di tempo ne è passato, ma la candidatura dell’ex sindaco resta ancora in sospeso.
I Tavoli del Molise
 E questo non fa che alimentare sospetti birichini.

Già, perché in Basso Molise un candidato ben conosciuto l’Idv già ce l’ha e si chiama Di Pietro. Cristiano però, non certo Antonio. Lo scorso 19 agosto, ben più tardi rispetto a quanto deciso a Termoli, il circolo di Montenero ha ratificato la candidatura dell’ex poliziotto montenerese, ricevendo stavolta al posto di un assordante silenzio un gran ribalzare di congratulazioni e note ufficiali. Insomma il figlio del presidente sarà candidato alle regionali nella lista del partito del papà. Inutile dire come questa scelta alimenti le malelingue che da tempo hanno accostato l’ex consigliere provinciale a Renzo Bossi, alias il Trota, balzato alle cronache prima per l’inettitudine dimostrata nello studio e poi per essere stato eletto con una gran mole di voti nel consiglio regionale lombardo. Un vero figlio di papà insomma.

Ora tocca a Di Pietro jr, le cui aspirazioni, va detto, sono più che legittime. Ma i sospetti che il partito voglia tenere fuori un “avversario” temibile come Greco per favorire Cristiano crescono giorno dopo giorno. Il bacino elettorale è infatti simile, visto che il figlio di Tonino ha il suo feudo a Montenero ma non può certo guardare con disinteresse a Termoli e dintorni. Il notaio invece cercherebbe consensi soprattutto fra Termoli e Petacciato, suo paese natale, ma anche nel resto del Basso Molise.

E allora viene da chiedersi che fine ha fatto la meritocrazia tanto proclamata da Antonio Di Pietro. Quel “basta casta, stop ai privilegi” evidentemente vale per tutti, ma non in casa propria. “Non nel mio giardino” recita una sindrome nota a tutti, indipendentemente dai colori partitici. Perché in fondo Antonio Di Pietro è un padre come tanti altri, che ha certamente a cuore le sorti del Belpaese. Ma ancora di più ha a cuore le sorti del figlio, ça va sans dire.



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