Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
21 Giugno 2011
IDV E NDRANGHETA: ECCO LA LETTERA DI PORCINO ALL'ESECUTIVO NAZIONALE DEL PARTITO.
IL TRIBUNO.COM PUBBLICA IN ESCLUSIVA IL DOCUMENTO IN CUI IL DEPUTATO DELL'IDV, CHE HA INCONTRATO IL BOSS DELLA NDRANGHETA DE MASI IN UN BAR, SI DISCOLPA, SPIEGA AI COLLEGHI CHE SI TRATTA DI UN BANALE EQUIVOCO, E POI NATURALMENTE SE LA PRENDE CON I GIORNALI.
L'ex esponente del Psi e della Margherita racconta che quel giorno al bar era andato per incontrare un militante dell'Idv la cui moglie doveva candidarsi alle comunali, e che in sua compagnia c'era il boss Salvatore De Masi, che, Porcino giura, non conosceva e non aveva mai visto in vita sua. Insomma il deputato ha incontrato il boss ma a sua insaputa. L'ex viceprefetto di Torino, che sottolinea di aver ricevuto la solidarietà in pubblico e in privato di Di Pietro (che in compagnia di esponenti della criminalità è stato fotografato un paio di volte) attacca poi la gogna mediatica che avrebbe infangato la sua specchiata reputazione di uomo politico che da sempre lotta per la legalità. Sarà, ma quel militante dell'Idv (che naturalmente Porcino non conosceva) che frequenta il boss della ndrangheta, almeno quello lo vogliamo cacciare?

Cari amici e colleghi

 

Anche se e’ lunga, vi prego, per una cortesia personale, di leggere attentamente quanto vi scrivo.

Come sicuramente ormai avrete letto dai giornali, sono stato travolto e tramortito, all’improvviso, a ciel sereno, tra capo e collo, da una tegola, da una situazione inverosimile, che non solo non mi era mai capitata, ma che non pensavo neanche potesse capitare.

Una cosa aberrante, che mi ha letteralmente turbato, e che vi garantisco e’ sconvolgente, sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto dal punto di vista etico, umano e professionale.

Ed e’ soprattutto a voi, amici e colleghi, che sento il dovere di rivolgermi; e non tanto per avere il vostro conforto, ma per chiedervi, dopo avervi illustrato nei dettagli la questione, il vostro parere, ed i vostri giudizi e riflessioni.

Intanto, colgo l’occasione, per ringraziare dal profondo del cuore il Presidente, il quale, tempestivamente informato da me dell’accaduto, mi ha espresso affetto e vicinanza, e tutta la sua solidarieta’, anche attraverso un comunicato stampa.

Ma veniamo alla questione.

In mattinata veniamo a sapere dalle agenzie, che a Torino si e’ appena conclusa una maxi operazione contro la ndrangheta, con un centinaio di arresti.

Nel pomeriggio, mi chiama un giornalista, e mi chiede se qualcuno mi avesse avvisato dell’accaduto, e della parte che mi riguardava. Io rimango basito, e chiedo immediate spiegazioni (gia’ e’ gravissimo di per se’, che l’ordinanza sia in mano a molti, tranne a chi avrebbe il legittimo diritto di essere informato).

Il giornalista mi legge parte dell’ordinanza, e mi dice che su 2500 pagine, non c’e’ alcunche’ su di me, nessuna menzione diretta o  coinvolgimento di alcun genere, ma in un punto vengo citato, in un, diciamo, coinvolgimento indiretto.

Cado letteralmente dalle nuvole, e chiedo ulteriori chiarimenti. Il giornalista mi riferisce, come poi viene riportato dai giornali, che da una intercettazione (non mia), risultava che alcune persone avrebbero concertato tra di loro ed a mia insaputa, di organizzare un appuntamento con me; io poi , ignaro di tutto cio’, li avrei visti per un caffe’ in un bar di Torino, il 29 di Gennaio u.s.

Unico episodio citato, senza precedenti ne’ altri incontri conseguenti. Tutto qui.

Mi arrovello tutta la serata e cerco di risalire all’episodio. Al rientro a casa racconto l’accaduto a mia moglie, ed e’ proprio lei che mi aiuta a ricostruire la questione, perche’, proprio lei quel giorno era con me in giro per commissioni, e mi ha accompagnato all’appuntamento.

Era il periodo in cui nelle segreterie stavamo lavorando e discutendo per fare le liste nei vari comuni di Torino che andavano al voto. Mi era stato chiesto un appuntamento per un signore di nome Massimo Cairoli, che mi era stato indicato come nostro militante, il quale mi voleva informare sulla disponibilita’ alla candidatura della moglie al comune di Alpignano.

Vado all’appuntamento, ed il sig.Cairoli era accompagnato da due altri signori: uno lo conoscevo e lo avevo incontrato in altre occasioni, dell’altro invece, di cui fino a stamattina ignoravo perfino il cognome, non avrei potuto giurare dove e se l’avessi mai incrociato prima.

Abbiamo preso un caffe’ al banco, abbiamo parlato della candidatura della moglie del Cairoli, mi sono impegnato a metterlo in contatto con la Segretaria Provinciale, signora Spinosa (cosa che poi ho puntualmente fatto; dopo di che non mi sono neanche piu’ occupato della candidatura, che e’ stata seguita dalla Segreteria Provinciale, ed ad Alpignano, in tutta la mia vita, non ho mai messo piede, neanche fisicamente) e sono andato via, anche perche’ avevo mia moglie in macchina che mi aspettava. Non abbiamo parlato d’altro, e spero ardentemente, che nell’ordinanza, venga trascritto l’intero dialogo.

Tutto qui.

Il giornalista mi precisa, che dall’intero fascicolo, dall’intera ordinanza, si evince che non c’e’ alcun tipo di coinvolgimento o relazioni nei miei confronti; nulla che faccia riferimento a me; non vengo mai menzionato; non risultano intercettazioni o altro, di nessun tipo; non risultano incontri con nessuno, ne’ precedenti ne’ susseguenti a quell’episodio.

Poi mi dice pero’, che la cosa grave della questione e’, che la terza persona che era nel bar, si chiama De Masi, ed e’ stato arrestato un po’ di tempo fa.  

Anche se io dovevo nei fatti incontrare realmente un altro, all’appuntamento si e’ presentato anche questo signore, e quindi per i magistrati passa che io, comunque sia, l’ho incontrato, pur se inconsapevolmente e senza sapere chi fosse realmente.

Io invito voi pero’, cari colleghi, ad una riflessione, perche’ e’ una cosa sconvolgente che puo’ capitare a chiunque.

E pretendero’ che la magistratura chiarisca tutto nei particolari.

Io incontro un signore di cui ignoro l’identita’; ad un appuntamento richiesto ed organizzato da loro e non da me; lo incontro ignaro, inconsapevole, senza sapere chi fosse realmente ne’ di doverlo incontrare . Nonostante tutto, la cosa inizia e finisce qui.

Si puo’ per questo sbattere il mostro in prima pagina Nazionale?

Si  puo’ esporre alla gogna mediatica una persona perbene senza colpa ne’ peccato?

Si puo’ infangare l’immagine e la reputazione di uno che ha dato l’anima per la legalita’, ed e’ impegnato da sempre per una politica pulita, per il bene comune, e in trent’anni di politica non e’ mai stato sfiorato neanche da una multa per divieto di sosta?


Cari amici e colleghi, voi sapete come e meglio di me, che nel fare politica, e specialmente a ridosso delle campagne elettorali, capita di incontrare migliaia di persone. Si partecipa a dibattiti, convegni, incontri di tutti i tipi; al di la’ delle campagne elettorali, siamo costantemente presi da mille problematiche, e chi vive sul territorio, viene subissato costantemente da richieste di appuntamenti, da parte di tanta gente, per i piu’ svariati motivi .

Io ho sempre vissuto la politica, al pari vostro, come passione civile, come impegno sociale, ed affrontato l’attivita’ politica sempre con umilta’, con onesta’, serieta’ e dedizione; questo ti porta inevitabilmente a stare tra la gente, ad ascoltare i bisogni e le esigenze dei cittadini, ad incontrare piu’ persone che puoi, a lavorare per far valere la bonta’ delle tue tesi e cercare di far proseliti.

L’ho fatto sempre con grande entusiasmo, mai pensando, che ad incontrare gente, cercando di affrontare e risolvere problemi, mi potesse comportare una tale sgradevole e sconcertante conseguenza. Non l’avevo ne’ previsto, ne’ mai messo in conto, ne’ mai avrei potuto pensare che potessero capitare cose simili.

Anche perche’, e questo ve lo dico sul mio onore, io ho sempre improntato la mia vita, i miei affetti, la mia attivita’ politica e professionale, al massimo del rigore , della correttezza e dei sani principi morali.

Tutta la mia storia personale e professionale, e’ sempre stata caratterizzata da limpidita’, serieta’,  e trasparenza nell’agire e nei rapporti.

Mi sono dichiarato disponibile, come e’ giusto e doveroso che sia, a conferire in qualsiasi momento con i magistrati, per poter dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio, la mia totale e completa estraneita’, non solo al fatto di specie che mi viene marginalmente ed indirettamente addebitato, ma a tutto quel mondo descritto nell’inchiesta, che io ho sempre combattuto, per mentalita’, per professione e per scelta di vita.

Vi posso garantire, che non solo non vi e’ e non puo’ esserci coinvolgimento di nessun genere, e nessun addebito o rilievo che mi possa essere mosso, ma posso affermare, senza possibilita’ di poter essere smentito, che non vi e’ e non vi e’ mai stata nessuna relazione, di nessun tipo, con nessuna delle persone menzionate nel caso di specie.

Questo pero’, non ha impedito, mio malgrado, che mi venisse scaraventato addosso una montagna di fango; non ha impedito che io venissi gettato nel tritacarne mediatico, con tutte le conseguenze sconcertanti e sconvolgenti, che voi potete ben immaginare.

Oltre che ai magistrati, pero’, ho voluto ed intendo sottoporre la questione , prima di tutto alla vostra attenzione ed al vostro giudizio.

Vi prego per questo di indicarmi quello che pensate con la massima serenita’ e schiettezza.

Sono pronto ad accettare qualunque indicazione e qualsiasi suggerimento mi venisse da voi e dal partito.

Anche perche’ non sarebbe sopportabile il peso di sapere che non godo piu’ a pieno della vostra stima e della vostra fiducia. Non sarebbe accettabile la sia pur minima ed infinitesimale ombra, che potesse in qualche modo intaccare la mia credibilita’, la mia dignita’, la mia onesta’, ed il rispetto reciproco che ci ha sempre legati.

Vi chiedo allora col cuore in mano, di farmi sapere le vostre riflessioni e valutazioni, e vi prego di prendere posizione, qualunque essa sia.

 

Un abbraccio fraterno.

 

Gaetano PORCINO

 

P.S.

In allegato trovate il comunicato stampa che ho diramato. Chiedero’ all’amico Luigi Li Gotti ed al Presidente, se mi vorranno assistere come legali di fiducia, in questa assurda vicenda.



LA PRECISAZIONE DEI CARABINIERI SU PORCINO


[I]"Dalla lettura degli elementi contenuti nell'annotazione del Reparto Operativo del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Torino del 5.4.2011, si evince che [...] - l'Onorevole Porcino Gaetano (IDV); [...]Si noti, infatti, che nel caso dell'On. Porcino (di cui non vi sono finanche conversazioni ascoltate), [...] appare opportuno sottolineare, inoltre, che nel corso dell'attività di indagine mai erano emerse circostanze dalle quali si potesse ritenere esistente qualche tipo di conoscenza tra l'onorevole effettivamente in questione e qualsivoglia indagato nonchè, ancor meno, la sussistenza di un rapporto effettivo tra Creazzo Domenico, Cairoli Domenico ed il parlamentare. [...]Oltretutto, l'utilizzo delle intercettazioni in questione è favorito anche dalla insussistenza di indizi di reità per i fatti per cui si procede in capo ai parlamentari citati."[/I]


 







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