Il Tribuno
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News by Dire
Alberico Giostra 17 Febbraio 2011
"L'ITALIA DEI VALORI NON E' UN PARTITO SERIO".
PARLA STEFANO D'ERRICO, LEADER DEL SINDACATO DELLA SCUOLA, UNICOBAS. DOPO AVER SCRITTO PER IDV DUE PROPOSTE DI LEGGE DEPOSITATE ALLA CAMERA E AL SENATO, SI E' ACCORTO CHE IL PARTITO NE AVEVA PRESENTATE ALTRE DIAMETRALMENTE OPPOSTE. DI PIETRO GLI HA DETTO: "HAI RAGIONE, COSI' NON VA", MA POI NON HA FATTO NULLA.
Di Pietro aveva aderito alla piattaforma radicalmente riformistica del sindacato guidato da d'Errico ma alla fine ha lasciato prevalere la linea filo Cgil e Fiom di Zipponi. Indipendentemente dal merito delle questioni, quello che colpisce è il solito pressapochismo umorale e istintivo che spinge il leader Idv a cavalcare movimenti e associazioni per poi abbandonarli repentinamente come se nulla fosse. "Almeno i partiti di centrosinistra non ti fanno credere di voler essere alternativi al sistema attuale delle relazioni sindacali", dice d'Errico, "l'Idv sì e poi rinnega tutto, ma questa è schizofrenia politica".

Quando è iniziato il rapporto tra Unicobas e Italia dei valori?

In occasione delle elezioni europee del 2004, al tempo della lista Di Pietro-Occhetto, quando il partito stava al 2,1%. Organizzammo insieme un convegno sulla scuola.

In seguito com’è evoluto il rapporto?

Il fatto più importante è stato la presentazione di due disegni di legge nell’aprile del 2009: nuovo stato giuridico per la scuola e rappresentanza sindacale. I testi presentati sono stati interamente elaborati da noi dell’Unicobas.

Parliamo di quello sulla scuola.

Il fine del nostro progetto era quello di restituire alla scuola la sua veste costituzionale. Secondo la carta del ‘48 la scuola è un’istituzione e non un servizio, esattamente come l’università. Viceversa la scuola è stata trasformata in questi anni in una gabbia burocratica di tipo impiegatizio dove la libertà di insegnamento, un parametro costituzionalmente garantito, è messa continuamente in discussione. Noi chiediamo di introdurre il consiglio superiore della docenza, sulla scorta dell’organo di autogoverno dei magistrati, proprio per difendere l’autonomia e la terzietà della classe docente senza la quale è illusorio difendere la libertà d’insegnamento.

In che senso autonomia? L’autonomia della scuola è già stata introdotta.

Quella introdotta, ahinoi dal centrosinistra! non è autonomia ma una privatizzazione che ha aperto il varco a quelle successive della Gelmini. Vedi la figura del preside-dirigente che così com’è concepita adesso è di natura burocratico-aziendalistica ed è diventata del tutto funzionale alla riforma di natura privatistica in atto. Nelle università esistono presidi di facoltà elettivi, nella scuola no, e per questo noi vogliamo introdurre l’elezione del preside da parte dei consigli di istituto.

E l’Idv era d’accordo con questa prospettiva?

Assolutamente sì. Il nostro disegno di legge è stato discusso insieme a Di Pietro ed è stato presentato alla Camera da Pierfelice Zazzera. E questo stesso disegno di legge è stato presentato al Senato e sottoscritto da 8 senatori.

E poi che cosa è successo?

E’ successo che il nostro progetto è stato improvvisamente smentito da alcune reiterate dichiarazioni del responsabile del dipartimento lavoro dell’Idv, Maurizio Zipponi.  Zipponi debordando, con il consenso di Di Pietro, dal suo ambito settoriale e invadendo quello della scuola, ha rilasciato delle dichiarazioni veramente paradossali, come quelle dell’intervista al Fatto quotidiano, dove, alla domanda su come ricostruire l’unità contrattuale del mondo lavorativo distrutta dalla destra, ha risposto che bisogna andare a quattro grandi aree, servizi, industria, artigianato e pubblico impiego.

In questo progetto la scuola sarebbe inserita nel settore del pubblico impiego. Ma non è già così? 

Certo che è così ma la proposta di Zipponi è in realtà paradossale perché è peggiorativa per la scuola persino rispetto alla situazione attuale. E questo perché attualmente, almeno nominalisticamente, all’interno del pubblico impiego esiste un comparto contrattuale per la scuola, al pari di quello degli enti locali, della sanità, eccetera. Zipponi invece vuole inserire la scuola e l’università in questo calderone eliminando anche quel minimo di autonomia contrattuale che, sia pur solo sulla carta c'è, e per giunta vuole inserirvi anche l'università che invece ora sta fuori dal pubblico impiego.  

Invece la proposta dell’Unicobas era volta a rendere la distinzione meramente nominalistica che attualmente distingue il comparto scuola, una distinzione effettuale e concreta.

Esatto. Occorre sapere che tutti i comparti sono separati solo sulla carta e di fatto sono unificati da una legge del 1993 introdotta dal governo Amato che impone delle regole valide per tutti. Queste regole sono quattro. La prima è che il rapporto pubblico dei dipendenti è diventato privato. La seconda è che questa privatizzazione ha eliminato il “ruolo” degli insegnanti, sostituito dal termine di lavoro a tempo indeterminato e con ciò eliminando alla base la possibilità del rispetto di un rapporto di lavoro stabile. Il ruolo era infatti uno scudo a difesa dell’autonomia del corpo docente. La terza regola è l’eliminazione degli automatismi degli scatti di anzianità, introdotta con la motivazione di voler privilegiare il merito.  Una falsità assoluta. Basti pensare che in Svizzera, che è il paese più meritocratico del mondo, non esistono scatti di anzianità in alcun comparto lavorativo tranne che per la scuola. E sono annuali mentre i nostri erano biennali e ora sono stati portati a sei anni con la prospettiva di abolirli del tutto. La quarta regola è che non si possono avere aumenti superiori rispetto all’inflazione programmata.  Questa situazione, l’essere ricondotti all’interno dei parametri di questa legge del 1993, implica che i docenti italiani siano i peggio pagati del mondo. 

E l’Unicobas vuole far uscire la scuola dal pubblico impiego? 

Dal comparto del pubblico impiego sono escluse categorie come quelle dei docenti universitari, dei magistrati e persino dei militari, che sono pagati con denaro pubblico e hanno conservato un rapporto di natura pubblica e non privatistica come è stato imposto alla scuola. Per questo noi chiediamo che la scuola esca dal pubblico impiego per recuperare proprio la sua natura costituzionale non privatistica. 

Questa vostra elaborazione inizialmente accettata dall’Idv è stata di colpo liquidata da Zipponi.

Esatto, e il tutto nonostante Di Pietro avesse preso degli impegni pubblici in convegni molto partecipati da noi organizzati. L’ex pm avrebbe dovuto chiamarci e quantomeno discutere con noi la nuova posizione assunta dal partito e che di fatto rovesciava quella da noi elaborata. E invece ce ne siamo dovuti accorgere per caso noi della nuova posizione assunta dall’Idv sulla scuola.

Avete chiesto delle spiegazioni?

Certo, e Di Pietro ha fatto spallucce, ha risposto che si tratta solo di dichiarazioni, e che dovevamo parlarne. Ma Zipponi ha enunciato questa sua posizione in modo ufficiale alla festa di Vasto del 2010. Allora abbiamo chiesto un incontro a Zipponi ma non siamo ancora riusciti a vederlo. Di Pietro a mio avviso protegge l’ex deputato di Rifondazione come se fosse una sua creatura, è come se dicesse, “non disturbate Zipponi perché sta manovrando il partito”. 

Dopo la scuola vi siete occupati con una proposta di legge anche di rappresentanza sindacale.

Noi abbiamo proposto di superare un’altra disgraziata legge introdotta dal centrosinistra, quella del 1997 voluta da Bassanini e che è una vera legge “farsa”. La legge riguarda solo il comparto pubblico e non centra il problema reale della rappresentanza sindacale. E’ vero che la legge introduce delle elezioni ma queste elezioni sono locali e ogni lavoratore può votare solo le sigle che sono presenti sul proprio posto di lavoro. E come è noto nessun sindacato, nemmeno la Cgil, è in gradi di presentare liste in tutte le diecimila scuole italiane.  Noi abbiamo presentato un disegno di legge che prevede invece elezioni nazionali per consentire di scegliere ai lavoratori chi inviare alle contrattazioni nazionali. Così come abbiamo proposto elezioni regionali e di singola unità produttiva. Poi ci sono altri aspetti, come il fatto che le organizzazioni sindacali non ritenute rappresentative non hanno il diritto di fare una campagna elettorale e non hanno il diritto di indire assemblee durante l’orario di lavoro. E questo accade a noi dell’Unicobas. Questa legge ha un altro aspetto perverso. Le sigle maggiori come la Cgil o la Cisl hanno la possibilità di restare rappresentative anche se non prendono più voti. E questo perché la legge del ‘97 pretende di far media tra il risultato elettorale e il dato associativo. Allora, siccome Cgil, Cisl e Uil hanno il 10% dei sindacalizzati nella scuola e la legge prevede almeno il 5%, anche con voti zero loro rimangono rappresentativi. Parliamo di un 10% del 35% totale di lavoratori sindacalizzati nel comparto scuola. Mentre un’organizzazione nuova che non arriva a quel 5% di sindacalizzati dovrebbe ottenere il 9% di risultato elettorale, risultato difficilissimo da raggiungere e che se non raggiungi ti fa perdere ogni diritto, dalla possibilità di fare campagna elettorale per finire alle assemblee sindacali in orario di servizio. Infine nessuno dice che in questo paese i pensionati non hanno diritto di iscriversi al sindacato che vogliono perché c’è una normativa che impone loro di iscriversi solo a quei sindacati che sono presenti al Cnel e al Cnel, lo sappiamo si entra solo per nomina politica. Come tutti sanno la maggior parte degli iscritti a Cgil-Cisl-Uil sono pensionati. Queste erano le storture che volevamo cambiare con la nostra legge.

E che cosa è accaduto?

E’ accaduto che dopo aver presentato la nostra legge alla Camera nell’aprile del 2009 veniamo a scoprire nell’ottobre del 2010, che Zipponi ha presentato al Senato un disegno di legge sulla rappresentanza sindacale scritto dalla Fiom. Che cosa dice questo disegno di legge? Prende quello che dice la legge del ’97 sul pubblico impiego e la estende a tutti i settori. Anche il nostro disegno di legge estendeva a livello nazionale tutte le norme ma erano norme nuove e non l’estensione delle porcherie esistenti!  L’unica cosa buona di quel disegno di legge è l’introduzione del referendum per validare i contratti nazionali, ma era un’innovazione presente anche nella nostra proposta. Con la proposta Zipponi-Fiom il referendum lo potrebbe chiedere solo una sigla rappresentativa per cui la Cgil se non è d’accordo con un contratto firmato da Cisl e Uil può chiedere un referendum, ma se qualcun altro vuole sottoporre a referendum un contratto schifezza firmato dalla Cgil, non può farlo.

In pratica l’Idv ha presentato contemporaneamente due proposte di legge tra loro contraddittorie?

Esattamente. L’Idv è un partito schizofrenico. In un ramo del parlamento presenta un tipo di disegno di legge e nell'altro ramo ne presenta uno di tutt’altro orientamento. Quello che è accaduto si commenta da solo. A me pare una buffonata che fa capire che tipo di partito sia l’Idv.

E che tipo di partito è secondo lei l’Idv?

Guardi, noi non abbiamo molta confidenza con il potere politico. Per quanto riguarda i partiti di centrosinistra possiamo dire che nella loro ostinata dabbenaggine sono almeno coerenti, sono tutti schierati con la Cgil, la Cisl e la Uil e non ti fanno credere che vogliono riformare radicalmente il sistema come ci ha fatto credere l’Idv per poi tornare precipitosamente suoi passi. La cosa che poi colpisce è la mancanza di quel minimo di buona educazione nel dare almeno una spiegazione sui passi mossi dal partito. Abbiamo avuto una risposta da Di Pietro solo dopo che abbiamo spedito la nostra lettera aperta a tutti i 2000 indirizzi che ci ha dato l’Idv. 

Che genere di risposta avete avuto?

Di Pietro ci ha convocato e ci ha detto che effettivamente avevamo ragione, che la situazione così com’è non va bene e che andava affrontata parlandone con Zipponi. Dopodichè è sceso il silenzio. Ritengo che tutto ciò non sia serio. Ora tutti quelli che hanno creduto in un cambiamento nel settore della democrazia sindacale e in quello della condizione dei docenti e della libertà di insegnamento debbono sapere che con l’Idv non è possibile costruire nulla.   


APPENDICE: LE PROPOSTE DI LEGGE IDV-UNICOBAS

Allegato DDLSCUOLA PRESENTATO.pdf

Allegato DISEGNO DI LEGGE Giambrone Scuola.doc

Allegato DDL LIBERTA sindacali PRESENTATA WORD.doc








Alberico Giostra

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Commenti
unicobas 2011-03-21 02:53:42

LETTURA PUBBLICA DELL'ADDIO DEL PROF. TRANFAGLIA A DI PIETRO: L'UNICOBAS GLI SCRIVE
giovedì 31 marzo 2011 alle ore 23.30
SUL WEB..

Carmen Patanè 2011-03-01 18:01:34

Ho appena finito di leggere l'intervista al rappresentante UNicobas, e ancora una volta, mi rendo conto quante illusioni, Di Pietro ha diffuso in tutta Italia.
Leggo della Sicilia e di Catania, non conosco la realtà catanese, ma credo a quello che dice il sig.Gallo, a Catania le truppe cammellate erano i tesserati unicobas, a Palermo qualche altra cosa..a Trieste i tesserati alle giovani marmotte..
Tutti, dico tutti, sono stati illusi e utilizzati dal partito per dimostrare quanto sia vicino ai valori, ai cittadini e ai loro problemi.
Io credo , e mi pare di averlo detto già una volta, che il problema non è unicobas, piuttosto che l'associazione dei pinco palli , o i precari,o i telefonisti, o quello che volete...ma il problema è un partito ed il suo leader che si pongono come alternativa, a Berlusconi, cioè a colui che ha fatto del partito -azienda la sua fortuna politica.
Quale alternativa propone? Cosa sta offrendo Di Pietro che agli italiani non sia già offerta da Berlusconi?
CI lamentiamo della sinistra, del pd, del loro immobilismo, ma guardiamo bene cosa accade e cosa Di Pietro sta rappresentando: nulla.
Io capisco l'amarezza del sig.D'Errico, del sig.Gallo, e di tutti quelli, me compresa che hanno creduto veramente che idv potesse rappresentarci, ma non è stato così, perchè il suo leader è carico di tutte quelle contraddizioni che poi pubblicamente fa finta di combattere.
Vedete, pochi giorni fa, leggo un commeto di DI Pietro, che inneggia alla canzone di Vecchioni, vincitrice a Sanremo..e mi dico: passi, per i precari, passi per Alitalia, passi per la FIom, passi per tutte le manifestazioni dove mette il cappello..ma pure sulla musica mi pare troppo...
E mi è parso veramente troppo perchè quella canzone, che lui ovviamente ha interpretato a suo modo e per suo piacere, criticava proprio quel sistema , quella politica, che noi non vogliamo più e di cui Di Pietro è lui stesso artefice..
Una nuova legge elettorale potrebbe spazzare via la demagogia e il populismo di certi leader compreso DI Pietro, ci sarebbero le truppe cammellate? si, ma il deputato di riferimento a loro dovrebbe rendere conto..
Io credo che un bel segnale sia stato l'invito rivolto da Giostra a Vendola, rendere isolato idv, farebbe il bene del partito, e forse del suo leader.

Unicobas (Ufficio Stampa) 2011-03-01 12:33:53

Come si vede, il PD "scavalca" abbondantemente l'IDV a sinistra. LA SICILIA 28.2.2011:
"La vertenza alla Multiservizi. Bianco incontra i pulizieri: «Ci batteremo per loro»
Stessa sorte per i consiglieri comunali. I 35 milioni di fondi statali forse nelle casse già da martedì.
Il senatore del Pd, Enzo Bianco, con il capogruppo in Consiglio comunale Saro D'Agata e il vice presidente del Consiglio, Carmelo Sofia, ha incontrato una delegazione dei pulizieri Multiservizi. I lavoratori, con i rappresentanti di Unicobas e Asal, hanno illustrato la difficile vertenza. Sul piatto, la decisione di firmare il contratto con la Dussmann, azienda che si è aggiudicata l'appalto per la pulizia delle scuole e al contempo la necessità di vedersi riconosciuti come lavoratori del settore pubblico. Bianco ha assicurato il suo impegno per esaminare ogni aspetto legale con uno staff di esperti in grado di valutare tutte le azioni. Dall'altro lato, l'impegno affinché siano garantiti i livelli occupazionali e l'economia di tante famiglie. «Ci troviamo di fronte a una situazione delicata - ha detto Bianco - anche se un po' di luce si vede. Ci siamo già adoperati per garantire a questi lavoratori il diritto all'occupazione e continueremo a farlo senza illudere nessuno con la serietà che ci ha sempre contraddistinto". Che dice il Sig. Gallo adesso? Anche Bianco si muove "per un serbatoio di voti clientelari e di accondiscendenza ad ambienti che stanno ai limiti o fuori della legalità"? O non è forse il Gallo medesimo a lanciare accuse gratuite (ed infamanti) contro i lavoratori e l'Unicobas (una sorta di macchina del fango made in IDV)?

Vincenzo Paternò 2011-02-25 14:26:30

Ma sono sempre lavoratori e quindi devono essere difesi, il Sindacato è a loro tutela. Ciò non toglie che il Soggetto sindacale possa decidere di fare attività e proselitismo politico per liberare la Società da una bieca politica clientelare che confina i Cittadini in soggetti - sudditi. Sa quanti patronati, circoli, istituti di pseudo formazione ecc. sono alla mercè ed al soldo dell'attuale maggioranza che ci governa? Perchè dobbiamo scandalizzarci se qualcuno decide di schierarsi a favore della trasparenza e della legalità? Il fatto che l'Unicobas si sia schierato contro queste....istituzione, a mia avviso, dà ampia garanzia di onestà e trasparenza anche perchè, se la lotta a sostegno dei lavoratori fosse stata finalizzata a profitti personali, sarebbe stato più logico schierarsi, nella logica clientelare, con e non contro la .... controparte. Credo che, invece, il problema sia esclusivamente politico perchè i mediocri, avvalendosi di una perversa legge elettorale che premia chi, scalpitando, diffamando, sparlando, calunniando, viene scelto dalle segreterie e non dal popolo, delegittimano chi lavora per un Ideale e per un Partito. Io, modestamente, abbandonando critiche strumentali e di parte, indirizzerei la lotta contro la malversazione politica e non verso chi partecipa alla mia stessa lotta. Ci siamo ridotti ad avere per dirigenti sono escort, trasformisti, voltagabbane, prezzolati. La peggiore classe politica dal dopoguerra ad oggi. Mi auguro che chi fa opposizione, quindi anche IDV, non faccia l'errore di predicare bene e razzolare male.... ma i segnali, finora lanciati, fanno pensare, purtroppo, al peggio.

Lorenzo Gallo 2011-02-24 17:57:49

Non mi permetterei mai di criticare chi dovesse difendere dei lavoratori che, avendo ottenuto un impiego in modo onesto e senza ricorrere a compromessi clientelari, dovessero rischiare il licenziamento o vedere diminuita la paga. Ma non mi pare proprio che sia questo il caso!

Vincenzo Paternò 2011-02-23 23:11:28

Quando si arriva a criticare chi difende i lavoratori e non chi li licenzia, siamo alla frutta. Povera Sicilia, quarant'anni di totale asservimento ci ha ridotti a questo.

Unicobas (Ufficio Stampa) 2011-02-20 18:56:13

Se li avessero licenziati sarebbe anche lei a protestare in piazza e le farebbe senso la pretestuosità dell'opera di denigrazione dei lavoratori e dei loro diritti utilizzata in questa vicenda.
Ad ogni buon conto, sarebbe ben tronare al tema, e su questo lei come tutta l'IDV non sapete come rispondere, perché avete assolutamente torto. Un partito con due disegni di legge opposti nei due rami del Parlamento si presenta (e definisce) da solo.

Lorenzo Gallo 2011-02-20 13:08:30

Il Sindacato (quello con la S maiuscola) dovrebbe tutelare gli interessi di tutti quei lavoratori, a partire da quelli disoccupati, che rispettano le leggi e non dovrebbe invece cavalcare le proteste di quanti, nella stragrande maggioranza, sono stati premiati per l'illegalità praticata in varie forme. In quanto ai giudizi sulla moralità altrui, andate a guardare prima a casa vostra...
E per finire, potevate risparmiarvi la banale demagogia sull'invitare a pranzo i disoccupati. Personalmente ho a casa dei figli disoccupati che non hanno chiesto mai favori a nessuno e che certamente non si iscriveranno mai al vostro sindacato!

Unicobas (Ufficio Stampa) 2011-02-20 03:12:47

Cose simili le ha dette la Gelmini dei 150.000 precari della scuola (e ne ha tagliati un bel po'). Purtroppo invece anche Prodi ne aveva tagliati 20.000. Con questa logica chi ci rimette sono solo i lavoratori. Di fatto i pulitori di Catania sono stati utilizzati (e da varie amministrazioni) ed ora li si vuole far sparire. Che dovrebbe fare il sindacato, mandarli a casa come vorrebbe lei? Intanto, già che è in ballo, faccia del tutto la sua parte, li inviti a mangiare a casa sua (si può sempre fare aiutare dalla Finocchiaro e da suo marito... come ben si sa, anche loro danno lezioni di moralità a buon mercato).

Lorenzo Gallo 2011-02-19 21:33:17

Sappiano quanti non conoscono i fatti locali che la Multiservizi a Catania rappresenta un serbatoio di voti clientelari e di accondiscendenza ad ambienti che stanno ai limiti o fuori della legalità. Molte assunzioni sono state fatte senza rispetto delle norme che regolano la materia e quindi sono state fatte in danno di tantissimi altri cittadini disoccupati. Dispiace per quanti vedono tradite le promesse dei vari Lombardo e company ma la politica, quella pulita, deve farsi carico dei problemi complessivi della collettività e non certamente di quanti sanno fare la voce grossa…

Unicobas (Ufficio stampa) 2011-02-19 19:47:54



Vediamo che gli amici del PD nell'IDV brindano alla rottura con l'Unicobas. Sarà per quello che l'Unicobas produce a Catania (disturbando i manovratori?). Ai posteri l'ardua sentenza... Ad ogni buon conto, quest'articolo (di oggi) spiega forse alcune cose:

LA SICILIA (Giuseppe Bonaccorsi)

Hanno occupato l'aula consiliare fino alle 22, poi sono andati via dopo avere ottenuto dal presidente del Consiglio comunale l'assicurazione di potere tenere un'assemblea, lunedì prossimo, nell'aula consiliare




■Sabato 19 Febbraio 2011
Hanno occupato l'aula consiliare fino alle 22, poi sono andati via dopo avere ottenuto dal presidente del Consiglio comunale l'assicurazione di potere tenere un'assemblea, lunedì prossimo, nell'aula consiliare. Marco Consoli ha accolto la proposta dei sindacati e, in segno di solidarietà con i lavoratori, ha rinviato la seduta fissata per lunedì.

I lavoratori, dopo due giorni, hanno così lasciato l'aula e il concentramento in piazza Duomo, davanti al portone del municipio presidiato dalle forze dell'ordine e dai vigili urbani come ai tempi di Scapagnini. I 180 lavoratori della Multiservizi, che dovrebbero essere assunti dalla Dussmann, azienda che ha vinto l'appalto per le pulizie nelle scuole, hanno sospeso, almeno temporaneamente, l'assemblea permanente alla quale hanno preso parte, anche di notte, i rappresentanti di Unicobas, Franco Tomasello, di Asal, Biagio Fragapane e di alcuni consiglieri comunali. I pulizieri chiedono di restare nella Multiservizi e di mantenere il monte ore che, per la riduzione delle risorse decise dal ministero della Pubblica istruzione, dovrebbe essere ridotto del 50%. Unicobas e Asal hanno, tra l'altro puntualizzato, che i lavoratori non accetteranno né licenziamenti, ne riduzione d'orario.

In una città che è «affamata» di lavoro e dove le vertenze si moltiplicano, lo spettro di dovere andare avanti con uno stipendio dimezzato ha spinto i pulizieri alla prima azione «forte». Inoltre c'è da districare anche la questione della legittimità del «passaggio» dalla Multiservizi alla Dussman. I lavoratori sostengono che, essendo stati assunti da una società partecipata del Comune, devono essere equiparati agli impiegati comunali. Il Comune, al contrario, col conforto della legge, non la pensa in questo modo e anche questa «differenza» rende difficile la soluzione della vertenza.

La vicenda ieri è stata affrontata in un tavolo tecnico convocato in Prefettura. Presente il sindaco Raffaele Stancanelli, i rappresentanti sindacali di categoria e il Prefetto, Vincenzo Santoro. A conclusione della riunione le parti hanno concorderemente ritenuto di chiedere all'Ufficio scolastico provinciale la concessione di una ulteriore proroga al 28 febbraio di tutte le procedure di subentro della nuova ditta aggiudicataria dell'appalto.

Visto che le risorse per mantenere lo stato dei livelli occupazionali attuali non ci sono per i tagli ministeriali, tra le parti si è pe

Lorenzo Gallo 2011-02-19 19:23:44

Debbo proprio smentire D'Errico. Il Sindacato e il Partito non sono stati affatto distinti ed indipendenti.
A Catania, nel 2009 e nel 2010, Unicobas ha fatto tesserare contemporaneamente sia al sindacato e sia al partito. A queste persone, molte in condizione di forte disagio lavorativo e/o sociale, era stato fatto capire che Unicobas era il sindacato di IDV (!) e pertanto è stato facile per qualcuno utilizzarle quali truppe cammellate per la "scalata" al partito. La stessa sede regionale siciliana di Unicobas, per un certo periodo, è stata -di fatto- presso la sede provinciale del partito e comunque quella sede politica è stata utilizzata per ricevere gli iscritti al sindacato. Basta leggere il volantino: http://www.unicobas.it/volsicilia.pdf
Prendo atto che -finalmente- questo "equivoco rapporto" si è risolto poiché non è possibile dare priorità ad un sindacato rispetto ad un'altro ma occorre dare voce a tutte quelle organizzazioni che rappresentano gli interessi dei cittadini lavoratori.

Stefano d'Errico 2011-02-19 16:08:32

Sindacato e partito sono sempre stati distinti ed indipendenti. Non è mai stato questo in discussione. Come tutti possono ben vedere è il partito che ha tradito gli impegni presi. Non con il "sindacato", bensì con le categorie che rappresenta e soprattutto con il progetto politico che il partito aveva sposato presentando due disegni di legge. Non è stato il sindacato a presentare il disegno di legge su di un nuovo stato giuridico per la scuola sia alla Camera che al Senato, né quello sulla rappresentanza sindacale: lo hanno presentato numerosi deputati e senatori dell'IDV, e la cosa è venuta dopo un impegno preciso in merito preso direttamente da Di Pietro in convegni pubblici e conferenze stampa (foto e registrazioni sono sul sito unicobas.it al link "video"). Il partito dunque ha fatto tutto da sé. E non ci venite a dire che disattendere impegni presi con l'elettorato tramite la INCONTROVERTIBILE presentazione di disegni di legge, o la buffonata di due disegni di legge contrapposti nei due rami del Parlamento sia una cosa seria. Sono cose da Berluscones!
Cordiali saluti
Stefano d'Errico

Lorenzo Gallo 2011-02-18 21:40:42

La presenza di Unicobas all'interno di IDV è stata assai deleteria sia a livello nazionale e sia sul territorio, come nel caso di Catania laddove le truppe cammellate degli iscritti a questo sindacato hanno condizionato gli esiti del congresso provinciale e ancora oggi continuano a pretendere il sostegno dello stesso partito per le loro rivendicazioni. Pertanto, mi auguro che venga definitivamente chiusa questa negativa parentesi perché i Partiti debbono restare nettamente distinti dai Sindacati in quanto essi debbono tutelare l'interesse collettivo e non già quello particolare.

Emilio 2011-02-18 10:08:23

BENVENUTO TRA I REALISTI EX idv

Cajo Roma 2011-02-17 23:05:28

Di Pietro partecipa a tutte le manifestazioni della società civile SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per rubare la loro visibilità. Delle ragioni delle battaglie non gliene può fregare di meno...

Marco Longo 2011-02-17 19:47:47

Benvenuti nel club dei traditi dall'idv.

 

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