Il Tribuno
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News by Dire
11 Febbraio 2011
A ROMA DI PIETRO DICE NO AL TERZO POLO E IN CAMPANIA FORMISANO & MARRAZZO CI SI ALLEANO.
A CASANDRINO, FEUDO ELETTORALE DI MARRAZZO (foto) L'IDV HA CONCLUSO UN PATTO ELETTORALE CON PD, UDC E FLI. ESATTAMENTE QUELLO CHE IL LIDER MAXIMO STA ESCLUDENDO DA MESI.
Nella cittadina a nord di Napoli, da anni crocevia di una potentissima camorra che, come ha rivelato Roberto Saviano, non si fa scrupoli di appoggiare anche il centrosinistra, è appena caduta la giunta guidata dal sindaco Antimo Silvestre dell'Idv e proprio per la guerra interna alimentata da altri due esponenti del partito di Di Pietro. L'alleanza con il terzo polo stava per essere varata anche a Melito, poi proprio l'articolo di Saviano ha ricordato che da quelle parti il centrosinistra ha qualche scheletro nell'armadio, e allora Formisano & Marrazzo ci hanno ripensato. Ma quello che non va bene a Melito perchè va bene a Casandrino?
A Casandrino, provincia nord di Napoli, l'Idv per le comunali del prossimo marzo ha stretto un accordo elettorale con Pd, Udc e Fli. Una coalizione che a livello nazionale farebbe drizzare i capelli a Di Pietro. "La nostra città è un laboratorio politico", ci dice il sindaco dimissionario Antimo Silvestre, ex Psi, Asinello e Margherita. "Negli anni 70 quando Berlinguer parlava di compromesso storico noi a Casandrino lo facevamo sul serio, e in giunta la Dc stava col Pci" Ma lei era socialista e faceva il compromesso storico?. "Sì io ero socialista e in effetti adesso che ci penso stavo all'opposizione". 

Tra un compromesso e un altro evidentemente le idee si possono confondere anche perchè Silvestre è appena reduce da una delusione politica visto che è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza e ora a Casandrino, a nove mesi dal voto del marzo 2010 arriva un commissario governativo. L'esponente dell'Idv guidava una coalizione composta da sei dipietristi, dal Pd, dallo Sdi e da alcuni indipendenti. Era entrato in carica lo scorso marzo e alla fine di dicembre la maggioranza ha già esalato l'ultimo respiro. "La politica non c'entra niente" continua Silvestre, "i conflitti sono sorti per via di alcune incompatibilità personali". Sarà, sta di fatto che due dei sei consiglieri dipietristi, Salvatore Picardi, vicesindaco e Luca Morelli, assessore, se ne sono andati, hanno formato un cartello insieme ad altri consiglieri del PD, e a quel punto la giunta Silvestre ha dovuto prendere atto di non avere più la maggioranza. 

Le critiche rivolte all'amministrazione Silvestre sono pesanti. In un manifesto pubblico i cinque fuoriusciti parlano di parentopoli, di volontà di esternalizzare la raccolta dei tributi e di privatizzare la gestione cimiteriale, di un concorso truccato per favorire il fratello dell'assessore dell'Idv, Salvatore Petito, del figlio di un consigliere vicino al sindaco piazzato nell'organismo di un nucleo di valutazione, e infine accusano il sindaco stesso di aver cercato di rimpiazzare gli assessori dimissionari con due esponenti della minoranza di centrodestra. 

E che cosa replica l'ex sindaco? Che si tratta di accuse false, che non è vero niente, e che soprattutto è falso che abbia offerto due assessorati ad esponenti della minoranza di centrodestra. Poi quando gli chiediamo se non sapesse quando lo ha preso come assessore che Luca Morelli è il figlio dell'avvocato Luigi Morelli, ex sindaco di Casandrino, cugino di Domenico Morelli, noto esponente della camorra di Casandrino e attualmente in carcere ci risponde: "Ma a Casandrino è così, siamo tutti parenti e amici, e anche quando nel '91 è stato sciolto il consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche alla fine non c'è stato alcun provvedimento giudiziario anche se Tar e consiglio di stato hanno confermato lo scioglimento". Questo sostiene l'ex sindaco dell'Idv, molto legato a Nicola Marrazzo che a Casandrino è stato consigliere comunale proprio quando fu sciolto il consiglio. Marrazzo alle ultime regionali nella sua città ha preso 1300 voti, il 10% del suo "bottino" personale. Niente male per un centro di 13.000 abitanti. 

Il carisma di cui gode non ha consentito però a Marazzo di scongiurare le guerre intestine al centrosinistra. E allora i due strateghi dell'Idv campano, Formisano e lo stesso Marrazzo hanno deciso che era meglio allearsi con il centro e la destra. A Melito d'altra parte stavano per fare la stessa cosa: era già pronta una coalizione Pd-Idv-Udc-Fli più una lista civica. Poi sono usciti i tre articoli di Roberto Saviano su Repubblica in cui si diceva che a Melito il Pd erede della Margherita di Alfredo Cicala era inquinato e allora "i gemelli dell'autogol", Formisano & Marrazzo hanno preferito fare marcia indietro bloccando l'ennesimo operazione politica in deroga alle direttive nazionali.    















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