Il Tribuno
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News by Dire
15 Gennaio 2011
IDV MOLISE. LASCIA IL PARTITO ANCHE L'ULTIMO CONSIGLIERE REGIONALE.
COME ANTICIPATO DAL TRIBUNO.COM, NICANDRO OTTAVIANO SE NE VA CON IL CENTRODESTRA. ORA TONINO A CASA SUA E' RIMASTO SENZA CONSIGLIERI REGIONALI E SENZA CONSIGLIERI COMUNALI NEL CAPOLUOGO DI REGIONE. A CAMPOBASSO INFATTI DEI CINQUE CHE AVEVA ELETTO LO HANNO MOLLATO TUTTI.
Stavolta però all'ex pm non è andata male. Perchè perdere uno come l'esponente politico venafrano potrebbe essere stato un affare per l'Idv. Ottaviano infatti ha proposto una sanatoria, poi inserita nel piano casa della regione Molise, per le case costruite abusivamente su terreni agricoli. E grazie ai voti del centrodestra cui Ottaviano ha fatto finta di fare opposizione, ora può usufruire della stessa sanatoria visto che è proprietario proprio di una villa costruita su fondo agricolo. Oggetto peraltro di un frazionamento di dubbia legittimità.
Come anticipato dal Tribuno.com anche il secondo e ultimo consigliere regionale molisano dell'Idv se n'è andato dal partito per passare al centrodestra di Michele Iorio. In quale partito passerà però non è chiaro. Per ora si dice che potrebbe scegliere anche due formazioni "satelliti" del governatore, "Progetto Molise e "Molise civile". 

Nicandro Ottaviano, classe 1968, segue dunque la traiettoria centrifuga di Massimo Romano, l'altro consigliere regionale, classe 1981, con cui era stato eletto nel 2006, quando i due insieme diedero l'idea che vista la loro giovane età al partito di Di Pietro in Molise arridesse un radioso futuro. Ma come spesso accade all'ex pm, quella che sembrava un'alba era un tramonto. 

Ottaviano, come Massimo Romano, nipote dell'influente ex consigliere regionale Dc e poi Udc, Pio Romano, viene da un ambito moderato e destrorso. Il padre è stato a lungo sindaco di Venafro, sua città natale, militando in vari partiti dal Psdi, alla Dc, fino ad An. Ora giace purtroppo in coma irreversibile da parecchi anni. 

Ottaviano nel 2006 è stato l'artefice dell'appoggio dell'Idv alla giunta di centrodestra della sua città, una coalizione guidata dal sindaco Nicandro Cotugno del Pdl, uomo di fiducia di Iorio, amministrazione dove Ottaviano aveva sistemato un suo parente come assessore e un altro uomo di partito come presidente del consiglio comunale. L'avventura con il centrodestra venafrano dell'Idv è durata fino a quando il nuovo coordinatore regionale dell'Idv, Pierpaolo Nagni, ex Dc ed ex Margherita, (uno degli acerrimi nemici di Tonino improvvisamente convertitosi sulla via di Damasco e il cui ingresso con altri profughi piddini provocò uno scisma biblico nell'Idv con le uscite di 21 dirigenti tra cui il senatore Peppino Astore e appunto Massimo Romano) su ordine di Di Pietro ha detto di fare basta con quella coalizione contronatura. 

Un diktat che non è affatto piaciuto a Ottaviano e ai suoi due uomini. Questi ultimi hanno ufficializzato immediatamente la loro uscita dall'Idv, Ottaviano invece, detto "il silente" per via della sua scarsissima attività oratoria in consiglio regionale, ha aspettato qualche settimana in più. Ma che non avesse ormai più rapporti con l'Idv era chiaro a tutti. Anzi secondo il senatore Astore in realtà Ottaviano nell'Idv non c'è mai stato. Perchè Ottaviano ha preferito difendere una giunta di centrodestra piuttosto che restare nell'Idv? Intanto perchè il suo sentire politico è più orientato verso il centrodestra, Venafro, è come tutto l'isernino, città nera e sanfedista. E poi perchè forse ha qualche scheletrino nell'armadio.   

Nel 2009 scriveva il mensile napoletano, "La Voce delle Voci": "La villa dove (Nicandro Ottaviano ndr.) abita con la moglie Anna Ferreri, gratificata con una consulenza da 40.000 euro dall'allora ministro delle Infrastrutture Di Pietro, e' sconosciuta al catasto. La particella 403 del foglio 19 appare classificata come un terreno “seminativo”. Si tratta di 5120 metri quadrati acquistati dalla giovane coppia il 17 luglio 2003 nell'ambito di un frazionamento. Su quest'area i coniugi Ottaviano hanno edificato in 18 mesi la loro bella abitazione, dando il via ai lavori non appena Nicandro è stato eletto consigliere regionale. «E' stata costruita su un terreno agricolo grazie ad un espediente molto usato a Venafro. Si chiama asservimento - spiega un tecnico - e consiste nell'acquistare le cubature di altri terreni agricoli magari distanti, trasferendole in quello dove si vuole costruire una casa e dove, per i limiti imposti alle costruzioni rurali, le cubature non sarebbero state sufficienti. Poi si fa un progetto in cui si scrive semenzaio al posto di salotto, stalla al posto della camera da letto e si confida nella complicita' degli uffici competenti». Complicità che puntualmente arriva. Tutta Venafro è stata costruita così, rincarano ancora la dose. In base ad una finzione - viene spiegato - che ha visto trasformare di soppiatto costruzioni agricole destinate a chi lavora i campi in civili abitazioni. Chi dovrebbe verificare abusi di questo tipo è il responsabile dell'Ufficio urbanistica che però è il suocero di un assessore dell'Italia dei Valori, Adriano Iannaccone. Andrà a controllare come mai la villa di Ottaviano sorge su un terreno agricolo? Se il consigliere regionale dell'IdV paga la tassa sull'immondizia oppure quella sugli scarichi fognari? E il pupillo di Di Pietro come farà a dichiarare nel 740 la sua bella villa fatta passare per casa rurale se essendo sconosciuta al catasto non dispone di una rendita catastale? E' l'Italia dei Valori sconosciuti. Anche al catasto."

Rispetto a quanto si legge in questo articolo la situazione è cambiata, la villa è stata infatti accatastata. Tuttavia il terreno dove sorge, che è ancora agricolo, è stato oggetto di un frazionamento. Al catasto infatti le particelle del terreno sono diventate due, mentre fino all'agosto 2010 la particella era unica, la 403 appunto. Questo sarebbe per la verità vietato dalla legge. Un terreno agricolo infatti è frazionabile solo per motivi ereditari. Salvo smentite non pare che dietro questo frazionamento ci siano motivi di questo tipo. Almeno dalle carte catastali non emergono documenti notarili in tal senso. Come ha potuto allora Ottaviano frazionare il suo terreno? E' stato il comune di Venafro ad autorizzare la pratica di frazionamento? Se non è stato così  il catasto di Isernia come ha potuto accettare di riportare il frazionamento? 

Se questo frazionamento è stato assentito dal  comune di Venafro lo è stato dall'ufficio urbanistica della cittadina molisana. Fino all'estate scorsa il responsabile dell'ufficio era il suocero dell'assessore dell'Idv, Adriano Iannacone, un uomo di Ottaviano. E' stato lui a firmare il via libero al frazionamento del terreno del consigliere regionale? O è stato il suo successore Michele Berardi? E perchè, ammesso e non concesso che ci sia stato, è stato rilasciato questo via libera ? E se per caso Ottaviano ha goduto di eventuali favoritismi presso il comune della sua cittadina natale, non è anche per questo motivo che egli ha preferito in primo luogo difendere l'amministrazione in carica piuttosto che restare nel partito dell'Idv?

Il quale Idv ha consentito in silenzio che Ottaviano si facesse latore dell'inclusione nel Piano casa della Regione Molise di una sanatoria, guarda caso, delle abitazioni costruite su terreni agricoli. Ottaviano ha presentato questa proposta in commissione, proposta che è passata con i voti del centrodestra e sulla quale egli si è astenuto. Ottaviano si è astenuto su una sua proposta. Poi, in consiglio, ha votato contro il Piano casa, il più permissivo e cementificatorio tra tutti i piani casa regionali. Così ha salvato la faccia. 

Secondo immobiliarista venafrano che abbiamo consultato, il frazionamento compiuto sul suo terreno agricolo da Ottaviano si chiama "lottizzazione abusiva", una pratica che incorre nelle more dell'articolo 18 della legge 47/1985. La sanzione per chi viene riconosciuto colpevole di aver commesso questa trasgressione è l'arresto fino a due anni, una multa fino a 50mila euro e la confisca del terreno e dell'opera.  

Forse il fatto che Nicandro Ottaviano abbia lasciato l'Idv per Di Pietro è stato un colpo di fortuna. Nel 2006 lo preferì all'ultimo momento al giornalista Antonio Sorbo, ora in S. e L. Chissà che alle prossime regionali Tonino non ritorni sui suoi passi e stavolta candidi Sorbo che magari non sarà un santo, ma almeno non possiede ville costruite su terreni agricoli frazionati?  


in appendice la visura catastale della proprietà di Nicandro Ottaviano: 


Allegato visura catastale particella 465 Venafro_ Ottaviano.pdf

Allegato terreno particelle 464_465.pdf






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Commenti
Antonio Persichini 2011-03-09 14:11:05

Ho conosciuto Ottaviano alla festa dell'on. Razzi a Emmen (LU) Svizzera, perché non mi sorprende?

la redazione 2011-01-20 02:15:22

è vero, ci scusiamo con i lettori ma abbiamo un problema di software.

Ciro 2011-01-19 17:54:17

il pdf non si carica.

Luca Garofalo 2011-01-16 19:23:40

C'è da dire che il silente Ottaviano non ha mai fatto opposizione a confronto di Romano, che ha sempre mantenuto una netta contrapposizione al governo regionale di Iorio.

 

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