Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
La Redazione 22 Dicembre 2010
"NELL'IDV C'E' UNA SPINOSA E SCOTTANTE QUESTIONE MORALE". LETTERA DI ALFANO, DE MAGISTRIS E CAVALLI A DI PIETRO.
I TRE ESPONENTI DELLA SINISTRA DEL PARTITO SI RIVOLGONO AL LEADER CHIEDENDOGLI DI FARE PULIZIA E INDIVIDUANO COME BERSAGLIO I SIGNORI DELLE TESSERE E I TRANSFUGHI IN CERCA DI UNA NUOVA VERGINITA'. DEFINISCONO VERGOGNA I CASI SCILIPOTI-RAZZI-PORFIDIA, ATTACCANO ANCHE ARLACCHI DEFINENDOLO "FUMOSO". E DICONO IN CORO: NON POSSIAMO PIU' TACERE.
Nonostante le istanze condivisibili agitate dai tre moschettieri resta intatta la debolezza della loro posizione politica che si appoggia ad un'analisi insufficiente e di fatto sbagliata del fenomeno Di Pietro, il vero e unico responsabile del fallimento morale dell'Idv. All'origine di fatti eclatanti come quelli dei tradimenti dei tre deputati c'è l'oscura e ambigua formazione ideologica dell'ex eroe di Mani pulite, il suo pericoloso impasto di populismo e trasformismo, il suo scaltro opportunismo tattico, la sua spregiudicata ambizione personale, la sua caratura tutta di destra, interclassista e neoliberista. O Alfano-De Magistris-Cavalli si renderanno conto entro breve tempo che nell'Idv sono confluiti alcuni tra i peggiori miasmi ideologici della seconda repubblica, compreso il berlusconismo, con il suo carico di autoritarismo e culto della personalità, oppure rischiano di essere considerati complici e conniventi con una realtà ormai indifendibile e immodificabile dall'interno.
In molti, da più parti, ci chiedono di prendere posizione, di esprimerci su quanto accaduto negli ultimi mesi all’interno dell’Italia dei Valori. Ce lo chiede la base di questo partito, straordinariamente attiva e senza timori reverenziali. Ce lo chiedono i nostri elettori, anche quelli che di questo partito non sono. E ce lo chiede, prima di tutto, la nostra coscienza. E’ a loro e ad essa che oggi parliamo.

Non abbiamo voluto sfruttare l’onda delle ultime polemiche per dire la nostra, per non offrire il fianco a strumentalizzazioni che avrebbero danneggiato l’Italia dei Valori. Abbiamo fatto passare la piena facendo quadrato attorno all’Idv. Ora però alcune considerazioni per noi sono d’obbligo. E si rende necessario partire da una premessa: nell’Idv oggi c’è una spinosa e scottante “questione morale”, che va affrontata con urgenza, prima che la stessa travolga questo partito e tutti i suoi rappresentanti e rappresentati. Senza rese dei conti e senza pubbliche faide, crediamo che mai come adesso il presidente Antonio Di Pietro debba reagire duramente e con fermezza alla deriva verso cui questo partito sta andando per colpa di alcuni.

Le ultime vergogne, come altrimenti chiamare il caso Razzi/Scilipoti, due individui che si sono venduti, quantomeno moralmente, in virtù di altri interessi rispetto alla politica e al bene pubblico, sono solo la punta di un iceberg che pian piano emerge nella realtà di questo partito. Come dimenticare lo scandaloso caso Porfidia, inquisito per fatti di camorra e ancora difeso da qualche deputato dell’Idv che parla di sacrificio a causa di “fatti privati”. E poi il fumoso Pino Arlacchi, che dopo essere stato eletto con l’Idv e solo grazie all’Idv, ha salutato tutti con un misero pretesto ed è tornato con le orecchie basse al Pd. Ma chi ha portato questi personaggi in questo partito?

Per questo oggi, con questo documento condiviso, rilanciamo la necessità di una brusca virata, e chiediamo al presidente Di Pietro di rimanere indifferente al mal di mare che questa provocherà in chi, un cambiamento, non lo vuole. In chi spera che l’Idv torni un partito del 4% per poterlo amministrare come meglio crede. Seggi garantiti, candidature al sicuro, contestazioni zero. Gente, questa, che non ha più alcun contatto con la base e rimane chiusa nelle stanze del potere, cosciente che senza questa legge elettorale mai sarebbe arrivata in Parlamento e che se questa cambiasse mai più ci tornerebbe.

Abbiamo un patrimonio da cui ripartire, ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”. Chiedono un deciso “no” alla deriva dei signori delle tessere, ai transfughi, agli impresentabili che oggi si fregiano di appartenere a questo partito e si rifanno, con precisione chirurgica, una verginità politica. Dopo i congressi regionali moltissime realtà si sono addirittura rivolte alle Procure per avere giustizia, presentando video e documentazione che proverebbero macroscopiche irregolarità nelle consultazioni tra gli iscritti.

Oggi una questione morale c’è ed è inutile e dannoso negarlo. Noi non possiamo tacere. La maggior parte della “dirigenza” dirà che con queste nostre parole danneggiamo il partito, altri che danneggiamo il presidente Di Pietro, altri ancora che siamo parte di un progetto eversivo che vuole appropriarsi dell’Idv. Noi crediamo che questo invece sia un estremo atto di amore per tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti dell’Italia dei Valori. Al presidente chiediamo solo una cosa: si faccia aiutare a fare pulizia. Ci lasci lavorare per rendere questo partito quello che lui ha pensato e realizzato e che ora qualcuno gli vuole togliere dalle mani.

Terminiamo questo documento con le parole di un grande politico italiano, che oggi purtroppo non è più con noi. Enrico Berlinguer.

“La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati”.

Luigi de Magistris, Sonia Alfano, Giulio Cavalli
















La Redazione

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Commenti
Lolli Carmen 2010-12-26 15:15:10

(cintinua dalla precedente) Dice ancora, la motivazione, che “non ci sono elementi a sostegno della prospettazione accusatoria, con riferimento ai reati configurabili, risultando del tutto ininfluente l'asserita distinzione di soggetti giuridici”. Cioè non c'è un'influenza di soggetti giuridici diversi, associazione e partito. E ancora: “Quanto alla asserita irregolarità nella gestione dei rimborsi elettorali, con adombrata illecita destinazione a fini personali, la gestione delle somme elargite dagli organi parlamentari risulta corretta e rispettosa delle prescrizioni di legge, non emergendo che i rendiconti presentati alla Camera siano stati oggetto di osservazione e tanto nonostante il controllo dei revisori all'uopo previsto. [...] Per queste ragioni archivio il procedimento. Carta canta."

Lolli Carmen 2010-12-26 15:12:56

Basta leggere le parole di A. Di Pietro. Chiarezza e limpidezza:
"Da qualche parte si parla della questione morale ed etica all'interno dell'Italia dei Valori. Voglio rassicurare tutti sul fatto che c'è un impegno preciso del partito per una militanza trasparente del quale parleremo in un esecutivo nazionale a Gennaio.
Posso invece garantire sulla correttezza dei dirigenti del partito rispetto al passato e per oggi. Lo faccio alla maniera mia più consona: pubblicando gli atti ufficiali, in modo che tutti possano leggere e diffondere. In questo caso si tratta della richiesta di archiviazione del Giudice per le Indagini Preliminari di Roma per il procedimento penale instaurato nei nostri confronti dal duo Veltri e Occhetto e dal loro difensore Paola...
Oggi vi voglio parlare del partito Italia dei Valori. Lo faccio con tutta pacatezza perché, come si dice dalle mie parti, carta canta. Sulla questione morale, non v'è dubbio che un partito che nasce dal nulla – ho sempre detto come fiore spontaneo di campo – ogni tanto si trova costretto a vedere nel proprio campo qualche erbaccia cattiva. Il compito nostro è di rimuovere le erbacce e di far crescere l'erba buona. Per farlo ci vuole tempo, perseveranza, costanza, umiltà, determinazione, partecipazione. La critica soltanto, senza apporto costruttivo, è critica fine a se stessa. Epperó, insisto, non è che chi critica ha sempre ragione. Ha volte chi critica è interessato a prendere lui stesso il posto di chi viene criticato. Voglio tranquillizzare tutti sul fatto che, piano piano, l'acqua sta diventando pulita, e più l'acqua diventa pulita e limpida, più dobbiamo essere orgogliosi dell'Italia dei Valori. Alcune delle grandi accuse che ci sono state fatte in questi anni, le hanno mosse soprattutto da Occhetto e Veltri. Una delle accuse che queste persone hanno cercato di portare avanti negli anni è che esisterebbero due realtà: associazione e partito, e che i fondi a nome del partito se li sarebbe presi un'associazione personale, gestita da me, mia moglie e la tesoriera del partito stesso. Oggi il gip di Roma, pronunciandosi definitivamente, per la quarta volta dice: “L'opposizione proposta da Elio Veltri e Occhetto è inammissibile, in quanto non rivestono la qualifica di parte lesa”. Loro, cioè, si sono sempre lamentati di essere stati lesi in qualche diritto. Il giudice dice che non sono manco parte lesa, quindi non hanno diritto ad alcunché.
Dice ancora, la motivazione, che “non ci sono elementi a sostegno della prospettazione accusatoria, con riferimento ai reati configurabili, risultando del tutto ininfluente l'asserita distinzione di soggetti giuridici”. Cioè non c'è un'influenza di soggetti giuridici diversi, associazione e partito. E ancora: “Quanto alla asserita irregolarità nella gestione dei rimborsi elettorali, con adombrata illecita destinazione a fini personali, la gestione delle somme elargite dagli organi parlamentari risulta corretta e rispettosa delle p

Mirco Marchetti 2010-12-26 11:16:18

Rivelli, me li porti pure, soprattutto il carbone. Sa com'é...sono abituato a guardare il bicchiere mezzo pieno e, con quel che costa oggi anche il metano, credo che pure il carbone mi possa divenire prezioso. Ma anche assunto nella veste iconografica e non di carburante, potrebbe essere mi sia d'aiuto alla riflessione. Me li porti pure, a caval donato non si guarda in bocca, saprò comunque farne buon uso. L'aspetto e, per l'intanto...Auguri! :-)

Anna R. G. Rivelli 2010-12-26 10:54:44

Marchetti, grazie della solidarietà (vuol dire che non le porterò cenere e carbone!!) :-)
AUGURI

Mirco Marchetti 2010-12-25 18:56:30

I fatti sono questi. Un tizio entra in un partito anche per combattere lo strapotere, economico e finanziario, di uno a capo di una lobby mafio-massonica. Riceve mandato per farlo. Poi alla resa dei conti quindi, dei fatti, vota la fiducia allo stesso governo contro cui ha avuto mandato di lottare. Si poteva attendere dieci anni per capire di che pasta fosse? Ora offrirà i suoi servigi a Berlusconi ed ai suoi vessilli. Ma occorreva buttarlo fuori da tempo ed a calci nel culo. Ma la tigre non sprecherà i suoi ruggiti contro cotanta pochezza.

Lo scilipoti adesso rivolgerà le sue lagnanze a Berlusconi ed alle sue banche visto che ne è divenuto portavoce.

andrea rossi 2010-12-25 12:40:05

bellissime parole ma dove sono i fatti?!?! seguo Domenico Scilipoti da un pò di tempo e è l'unico politico concreto e chiaro quando parla. da quando è diventato presidente del forum nazionale antiusura bancaria è stato isolato dal partito e dopo il suo intervento in parlamento del 2 dicembre(invito a vedere questo video su youtube) è stato intimidato di smettere questa battaglia a difesa dei cittadini più deboli. visto che si parla tanto di legalità, perchè non è stato appoggiato dalla direzione del partito, anzi, minacciato di smettere altrimenti sarebbe partita una campagna diffamatoria nei suoi confronti come è stata e sarà. è facile scredititare e diffamare una persona quando si ha in mano tutti i mezzi d'informazione e non gli si da la possibilità di replicare!!!
a noi che conosciamo questo caso specifico da dietro le quinte, ci fate pensare che sono i partiti tutti ad appoggiare il sistema finanziario che rende schiava tutta la popolazione.
quindi ,a nostro avviso, i traditori dei elettori sono tutti quei politici che nascondono questa truffa hai danni del cittadino onesto.
è ORA DI DIRE BASTA!!!!!

Mirco Marchetti 2010-12-24 20:06:30

Beh, se è per questo, non occorre grande intuito per comprendere che pure tra tanti detrattori di Di Pietro v'è ben poco da sperare, caro Antonelli. Riconosco lo spessore culturale e motivazionale della Rivelli, con cui son pur venuto, come si suol dire ed a suo tempo, ai ferri corti, ma non faccio fatica a discriminare tra le argomentazioni della Rivelli stessa e tante altre che sulla stessa sua sponda risiedono. Riconosco alla Rivelli un certo stile ed una sensibilità che, tanti con lei sodali non posseggono. Ed anche la citazione epifanica ad ella diretta mi pare volgare e mancante di stile. Ciò detto e per non farla lunga...

Auguri a tutti..

Antonelli 2010-12-24 14:57:04

"Bastava ragionare con Scilipoti o Razzi, per capire che non avrebbero potuto amministrare neppure un condominio, figuriamoci un paese"... bastava sentire Di Pietro per capire che cercava in tutti i modi di diventare Berlusconi... rimanendo un povero di pietro.

Ferrari 2010-12-24 14:52:20

Le denunce di De Magistris e Alfano non solo arrivano con eccessivo ritardo e in modo lacunoso e reticente, ma non dicono ciò che Di Pietro è, e rappresenta: la copia ridicola, sgrammaticata, avida, rancorosa, subalterna, paranoica, in una parola SFIGATA, di Berlusconi.

Anna R. G. Rivelli 2010-12-24 09:30:40

Claudio Gentilini, il codice etico del partito non lo rispetta nessuno; ne ho un caso fresco fresco ...un assessore laico, nonché coordinatore regionale, rinviato a giudizio per abuso d'ufficio che ha fatto semplicemente finta di niente, con buona pace di Di Pietro, Belisario & C. Mi spiega perché dovrebbe dimettersi De Magistris cui, notoriamente, sono state tolte le inchieste più delicate per proteggere i soliti noti? Lo sa che De magistris è stato attaccato per aver scoperto i pentoloni sbagliati? Il codice etico del partito è una bufala ad uso e consumo degli ingenui che ancora credono a Di Pietro. Che De Magistris si dimetta? Ok, secondo le "norme" dell'IdV sarebbe anche giusto.... ma mettiamoli tutti in fila. Luigi è l'ultimo della fila... quando se ne saranno andati tutti ( anche gli Scilipoti i cui guai giudiziari si sanno solo tardivamente) giuro che lo farò rapire dagli alieni ( perché nel frattempo che vanno via tutti i mestatori, gli alieni sulla Terra saranno arrivati eccome!)

Mirco Marchetti, IlTribuno ha mai scritto cose non vere? Ha mai trasformato la realtà per fregare qualcuno? Le cose scritte qui sono tutte verissime, per cui questa si chiama INFORMAZIONE. Che ci si occupi solo di Di Pietro è vero, ma bene sarebbe che i miltanti di ogni partito facessero tanti "Tribuni" per quanti gruppi e gruppetti politici ci sono. L'unica cosa che è rimasta in Italia ai cittadini è la possibilità di denunciare certe magagne. Qui lo si fa con IdV; su altre testate lo si fa anche con gli altri. Ci contesti se ci sono menzogne; anzi,lo contesti ai suoi compagni di partito che sono la nostra fonte. Se fossi in Di Pietro, io mi preoccuperei piuttosto di questo: perché gli iscritti "denunciano" all'opinione pubblica? Non sarà perché all'interno del partito non trovano e non hanno mai trovato interlocutori credibili?

Buon Natale a tutti.

Mirco Marchetti 2010-12-24 01:49:11

Bastava ragionare con Scilipoti o Razzi, per capire che non avrebbero potuto amministrare neppure un condominio, figuriamoci un paese. Cosa vuole possano aver tradito certi personaggi? Sono servi, perennemente al servizio di qualcuno. A questo atteggiamento servile, quasi timoroso di compiere il reato di lesa maestà, arroccato nella ridicola quanto anacronistica difesa del Capo, va affiancandosi un movimento umano, sorretto dal confronto, pretenzioso nel diritto al dissenso, dotato di una capacità di indignazione. Questo movimento interno al partito o al paese, visto come minaccioso dai rigidi militanti ancorati come bambini paurosi alle sembianze di un capo qualsiasi, è molto simile alla morfologia delle piazze. Ne condivide l'etica e la passione. E' un movimento di persone indignate per le prevaricazioni subite, per il sentire addosso l'alito di uno Stato protervo, debole coi forti e forte coi deboli. UNo Stato in cui, chi ruba perché muore di fame, non gode di attenuanti, ma viene colpevolizzato anche nell'esser povero. Mentre il ricco e potente gode dell'impunità garantitagli dalla servitù che fa quadrato a sua difesa.

Il buon senso, ma anche la gestione del conflitto, per una sua risoluzione pacifica e costruttiva, porterebbe al dare espressione a questi moti di indignazione. Ma, in genere, si cerca di occultare, di reprimere il dissenso. Però, bisogna stare attenti, Jung diceva che il gatto ignorato diviene una tigre. Io inizio a sentire i ruggiti, sia nelle piazze che nei partiti.

De Magistris non ha sputato in nessun piatto, semmai cerca di pulirlo dalla bava che cola da qualche bocca. E, differentemente da Lei, io non ho alcuna intenzione di mettere Di Pietro contro De Magistris o Sonia Alfano, ritengo possano coesistere nel confronto dialettico come è normale in ogni istanza democratica. La differenza sostanziale tra me e lei è che, lei abita nel partito "di" Di Pietro, io abito nel partito "con" Di Pietro. Con differenti presupposti abitiamo lo stesso partito, e lei non ritiene opportuna una rivisitazione di riforma cucita su misura, non su di un uomo, ma sui un momento storico che esige meno servi e servigi e più idee, spiriti critici e creativi. Si chiedono uomini che sappiano osare di più. Non credo però sia materia per lei questa.

Claudio Gentilini 2010-12-24 00:45:24

E bravo! Ora che il tuo amico ex PM di Catanzaro è diventato eticamente incompatibile con il Partito in cui è stato eletto, si invoca uno stato giustove non etico. Una concezione sartoriale, un vero e proprio abito su misura per De Magistris. Meserevole argomentazione. Ancora più miserevole il comportamento di De Magistris che sputa nel piatto in cui mangia. Sinceramente una vergogna. Peccato che ci sia in giro gente come lei che avalla questi traditori, che sono molto peggio dei Razzi e degli Scilipoti di turno. Almeno quest'ultimi hanno avuto la dignità di fare una scelta, sebbene deplorevole e vile, netta e chiara. Paradossalmente i traditori hanno molto da insegnare all'ex pm di Cz.

Mirco Marchetti 2010-12-24 00:11:30

Ed ha fatto bene a mio modesto parere. Aggiungo che, un tavolo su cui discutere pure di una rivisitazione della questione etica, all'interno del nostro partito, di certo non farebbe male.

Le dirò che mi sono sempre adirato quando, dicendo a qualcuno che ero di IDV, mi si rispondeva: "Allora sei un giustizialista!" - "Vuoi uno Stato giustizialista!" Io voglio uno Stato Giusto, non voglio uno Stato Etico. Mi accontenterei, di uno Stato Giusto.

Bisogna abituarsi all'idea che nel partito, crescendo, si è formata una certa espressione dialettica. Non c'è nulla di cui temere, è tutto normale. Adesso, anche in onore ad un'etica che mi è più intimamente propria, lasciamo esprimere lo spirito critico del confronto dialettico.

Claudio Gentilini 2010-12-23 23:43:40

Caro Mirco, rimane il fatto che De Magistri, il giustizialista e moralizzatore, non ha inteso rispettare il codice etico. Perchè gli altri si e lui no? Mi risponda per favore. Grazie

Mirco Marchetti 2010-12-23 23:38:45

Gentile, per l'appunto, Gentilini Claudio, la questione non va posta nei termini: pro De Magistris e contro Di Pietro o il contrario. La questione va posta nei termini dell'esistenza di un'alternativa. Lei riesce almeno a ritenerla possibile un'alternativa? Tra l'altro, credo che lo stesso Di Pietro prenderebbe le distanze da ciò che lei ha affermato.

Dobbiamo costruire un partito, dargli corpo, non venerare un idolo.

Claudio Gentilini 2010-12-23 23:16:03

Proprio De Magistris parla di questione morale? Siamo alla frutta!! Anzi, siamo al ridicolo più assurdo. Che si dimetta dagli incarichi e dimostri che lui non è diverso dagli altri iscritti di Italia dei Valori. Il Codice Etico, di cui lo stesso De Magistris si è sciacquato la bocca più volte, impone che egli sia conseguenziale al suo rinvio a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione. Come si può pretendere di dare lezione agli altri se egli stesso è innanzitutto imputato e rappresenta la vera questione morale nel partito che ha fondato Di Pietro e che gli ha consentito di diventare parlamentare europeo. Prenda esempio da Di Pietro quanto a coerenza e soprattutto, quanto a capacità politica. Un simile personaggio, che deve le sue fortune alle disgrazie provocate a persone che sono state poi tutte dichiarate estranee alle tante speculative montature giudiziarie messe in atto da un PM senza scrupoli e voglioso solo di soddisfare le sue ambizioni personali, non è degno di rappresentare un partito che fa dei valori la sua bandiera. Chi ha usato strumentalmente la scure contro i politici per diventare anch'egli politico mi fa solo ribrezzo. Beato lui che crede di essere un eroe. Io mi vergogno di appartenere a IdV perchè cosi vengo ingiustamente accomunato a simili personaggi.

Mirco Marchetti 2010-12-23 21:24:47

I partigiani se fossero fuggiti all'estero perché non condividevano ciò che nel paese accadeva, non avrebbero potuto fare neppure la resistenza. Magari se ne stavano fuori ad osservare e criticare, ma non avebbero resistito.

Nell'anima del riformismo, si da per assodato che vi sia il senso d'una appartenenza, altrimenti parliamo d'altro. Ora, e come detto altre volte, mi par chiaro che "Il TRibuno" è un partito che fa dell'antiidivuismo la sua ragion d'essere. E' quindi un partito, non un giornale di informazione, un partito con militanti o milipochi, non saprei, ma un partito. E come tale va trattato pur nella ligittimazione all'esistenza. Così come Berlusconi, Bondi, La Russa o Gasparri, ma pure una buona fetta del PD, l'UDC di Casini o i nostalgici craxiani o quelli della Milano da bere, lottano per la demolizione e la scomparsa dell'Italia dei Valori, allo stesso modo magari da una differente angolazione, il "partito dei tribuni" persegue lo stesso intendimento.

E' chiaro che un risveglio di coscienze, una prospettiva di riformismo, il coinvolgimento di una leadership che renda possibile la tentazione di un rinnovamento in Italia dei Valori, non può essere visto come un bene per chi campa sull'antiidivuismo. E' per questo che per il partito dei tribuni, De Magistris, la Alfano o Cavalli, sono potenziali nemici se accolti in una logica costruttivista. Ma forse ancora sperano che anche costoro abbandonino la resistenza e si accodino ai fuoriusciti. Ed io ripeto, giù le mani, sono risorse dell'Italia dei Valori, non vostre.

Tommaso (VA) 2010-12-23 20:51:48

E dunque se prendiamo atto finalmente che l'IDV non potrà mai essere riformato, perchè bisognerebbe prima buttarne fuori Di Pietro, gestore di milioni di finanziamenti pubblici assieme all'ex moglie e all'amica (ma questo al trio non sembra interessare!!!), sembra chiaro lo scopo di Alfano-de Magistris-Cavalli: in un momento di crisi da fuoriusciti, fare rientrare i dissidenti, almeno quanto basti per farli votare, così da poterli poi nuovamente ignorare dopo il voto!

Badate gente, questo giochino è già stato messo in atto durante le elezioni europee e nel corso delle regionali, non fatevi fregare nuovamente, perciò rimanete furori!!!

Anna R. G. Rivelli 2010-12-23 15:30:04

Non credo che l'IdV possa essere riformato dall'interno, non credo che si possa più, perché ormai il partito si è talmente imbastardito rispetto a quelli che erano i valori originariamente prospettati che risulta impossibile fare pulizia; bisognerebbe azzerarlo o quasi perciò si farebbe prima a rifondarlo, magari così si riuscirebbe anche a togliere di dosso ai suoi esponenti quella patina di giustizialismo ipocrita che l'IdV si è conquistato con l'assurda discrepanza tra il suo dire e il suo fare. Di Pietro stesso, inoltre, ha tradito fortemente la base del partito; oggi, dopo tante battaglie, i dissidenti ed ex dissidenti hanno chiara una cosa: non è vero che Tonino non sa, non è vero che non può sapere tutto. Di Pietro è sempre stato d'accordo con chi ha inteso ampliare il partito con i metodi e gli individui che (ahinoi!) oggi conosciamo bene. E Di Pietro oggi, nonostante la prova lampante di un Berlusconi non sconfitto grazie proprio a questa sua gestione vergognosa del partito, ancora permette ai suoi colonnelli, come a Matera qualche giorno fa, di dare degli imbecilli ( "sono quattro incorreggibili imbecilli" sono le parole testuali) a quelli che difendono la propria terra dai guasti che IdV ha contribuito a determinare.
Caro Luigi, cara Sonia, caro Giulio, forse un passaggio ancora non vi è chiaro; Di Pietro è artefice, complice e regista di tutta la sceneggiata del partito; non lo si può difendere, non si può dichiarare fedeltà a lui ed essere credibili in questa sacrosanta rivendicazione che oggi fate. Se siete fedeli a lui, siete in sostanza fedeli alla sua linea e la sua linea è esattamente questa che nella stagione attuale sta dando i suoi frutti più amari e spinosi. Siete di un'altra pasta voi, ma per essere appetibili dovreste cambiare "piatto"! Sono i più, infatti, quelli che credono che oggi Di Pietro vi stia sguinzagliando solo a fini elettorali. Questo sospetto non lo merita la vostra dignità, non lo meritano le vostre persone, non lo merita l'intelligenza di chi ha già subito e compreso l'inganno.
Auguri. A voi e a tutti.

Carlo Cipriani 2010-12-23 09:07:47

...sembra che tanti non vogliono capire!
La modalità di gestione interna dell'idv da parte di Di Pietro è tale, negli anni, che ci si è accreditati, per cooptazione, che s'avvicina molto a quella delle società piramidali.
Anche gli ultimi strilloni, sono stati scelti come i 'razzi-scilipoti', è questo l'infame andazzo!
Cosa volete riformare, non c'è nessuno/a con la fedina penale pulita su questa cosa, il più pulito c'ha la rogna!

Marco Busacca 2010-12-23 08:00:46

Voglio credere alla buona fede dei tre moschettieri ma se dovessi usare un pochino di malizia potrei ipotizzare l'avvicinamento delle elezioni, e questo potrebbe spingere qualcuno a muoversi anzitempo per cercare di ripristinare quella percentuale persa in pochi mesi.
Danto per scontato che si inizi questa manovra di pulizia interna che io chiamerei DEMOCRAZIA quelli che sono uscire, i sospesi e gli espulsi che percorso dovranno fare per rientrare nel partito?
La lettera bellissima e scritta molto bene e le proposte per questo cammino?
spero che qualcuno più sgamato di me mi spieghi.

DE MAGISTRIS-ALFANO-CAVALLI 2010-12-23 00:16:46

e con un po' di fantasia...

P.S. Con riferimento invece ai finanziamenti al partito, chiediamo che la relativa gestione non sia piu' svolta dal trio Di PIetro-exmoglie -Mura, bensì da tutto il partito nella sua interezza, tramite organi collegiali eletti democraticamente, non come é accaduto a te, tonino, che ti sei fatto eleggere a mo' di dittatore, dopo 10 anni dalla costituzione di IDV e comunque dopo avere fatto espellere i dissidenti!!!!

Tommaso (VA)

Donato 2010-12-22 23:19:46

Azz! E se ne sono accorti dopo oltre un anno e mezzo dalla loro elezione!
Svelti i ragazzi, però!
Questa presa di posizione, per quanto giusta nei contenuti, mi sembra onestamente un po' tardiva. Mi sa che i buoi sono già scappati. Quanti dei fuoriusciti o espulsi dall'IdV, nel silenzio dei tre moschettieri, sarebbero ora disposti a rientrare?
Mah!

Marco Busacca 2010-12-22 22:46:14

http://marcobusaccaidv.altervista.org/

Marco Busacca 2010-12-22 22:32:47

Posizione coraggiosa......sarà sufficente affinchè inizi una nuova stagione?

Riccardo (iscritto lombardo) 2010-12-22 22:31:00

Finalmente i (grossi) nodi vengono al pettine!

Luigi, Sonia, Giulio siete un raggio di sole in questo triste inverno. Grazie.

 

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