Il Tribuno
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News by Dire
La Redazione 26 Dicembre 2010
ECCO COME DI PIETRO HA DISTRUTTO L'IDV. LA TESTIMONIANZA DI EDUARDO RINA.
IN QUESTO IMPORTANTE CONTRIBUTO, L'EX RESPONSABILE NAZIONALE ENTI LOCALI, ATTRIBUISCE ALL'ADOZIONE DEL COSIDDETTO "METODO FORMISANO", L'INIZIO DELLE DISGRAZIE DEL PARTITO DELL'EX PM. QUESTO METODO CONSISTE NEL COOPTARE I RAPPRESENTANTI DI ALTRI PARTITI PURCHE' BEN DOTATI IN FATTO DI TESSERE E VOTI E NEL LIBERARSI DEI "NON PROFESSIONISTI DELLA POLITICA", QUELLI CHE ALL'IDV HANNO DONATO OGNI PROPRIA DISINTERESSATA ENERGIA. IN PRATICA, LE PERSONE PER BENE.
La lettera è anche un significativo documento che prova la spietata ingratitudine di Di Pietro, la noncuranza con la quale cestina i suoi più stretti collaboratori da un giorno all'altro. Rina è stato fatto fuori dalla Camera dei deputati, dove nel 2006 era stato eletto nel collegio Veneto 2, proprio per aver manifestato il suo dissenso rispetto a questa tecnica di non-selezione della classe dirigente. In realtà il cosiddetto metodo Formisano era già stato adottato da Di Pietro in passato quando il politico di Torre del Greco stava ancora nella Margherita. Per cui il metodo Formisano altro non è che il metodo Di Pietro, e il deputato campano è solo l'ennesima maschera dietro la quale il leader dell'Idv nasconde le sue pesanti responsabilità.

Dopo quattro anni di silenzio è giunto finalmente il momento di parlare pubblicamente della mia esperienza in ITALIA dei VALORI. Esperienza chiusasi, di fatto, alle elezioni politiche del 2006. Proprio mentre prendeva piede la logica del reclutamento dei candidati con l'adozione del cosiddetto metodo Formisano.

 

Allora facevo parte dell'Ufficio Nazionale di Presidenza di IDV in qualità di Responsabile Nazionale degli Enti Locali. Ero entrato nell'Italia dei Valori nel 2000 quando Di Pietro lanciò, nella famosa intervista estiva su La Repubblica, l'idea di costruire a livello nazionale un movimento che aggregasse persone e forze della società civile e politici scontenti della mancanza di democrazia nei rispettivi partiti di appartenenza.

 

Vivevo nel Veneto, a Conegliano (TV) dove ero stato eletto consigliere comunale dell'Ulivo nel 1998 e avevo lasciato i DS (di cui ero segretario cittadino) per assenza di democrazia interna. Conobbi Massimo Donadi, già allora referente regionale di Di Pietro, e con lui cominciai a lavorare sul territorio provinciale e regionale per reclutare persone oneste e farle candidare nelle nostre liste alle politiche del 2001. In quella tornata il Partito superò nei collegi uninominali del Veneto la soglia del 5%. Su quella base si lavorò negli anni successivi per consolidare a livello organizzativo il movimento, attraverso momenti di difficoltà nelle elezioni locali, perchè ancora sconosciuti come partito.

 

Nel 2002, con la lista ITALIA dei VALORI, vengo eletto nel Consiglio comunale di Conegliano con il 4% dei voti, quando in altre realtà non si superava neanche l'1,5%. Con Donadi e gli amici del territorio organizzammo, tra le tantissime iniziative in quegli anni difficili del berlusconismo e del leghismo trionfanti, una grande manifestazione a Treviso sul tema dell'INFORMAZIONE E DEMOCRAZIA con Marco Travaglio, Michele Santoro, Pancho Pardi e Antonio Di Pietro, laddove non riuscimmo a contenere, nel più grande Cinema di Treviso, qualche migliaio di persone.

 

A Maggio del 2005 Di Pietro mi nominò Responsabile Nazionale degli Enti Locali e mi chiamò a far parte dell'Uffico Nazionale di Presidenza di IDV, del quale facevano allora parte lo stesso Presidente, Donadi, Mura, Belisario, Formisano, Calò, Borghesi, Raiti. Mentre queste persone stavano già a Roma io continuavo a lavorare come Insegnante nel mio Istituto a Conegliano e partecipavo anche alle riunioni nazionali con enormi sacrifici personali e familiari e mi recavo in ogni regione d'Italia per svolgere il mio ruolo nazionale.

 

A Gennaio del 2006 ci fu un'importante riunione dell'Ufficio di Presidenza con all'o.d.g. la discussione per predisporre le liste e le candidature alle politiche di Aprile. In quella decisiva riunione emerse e prevalse, con il mio esplicito dissenso, il criterio del reclutamento con il metodo Formisano, che consisteva nel ricercare personaggi politici (sic!) in disaccordo con i loro partiti di appartenenza.

 

Per un mese e più la nostra Sede Nazionale era diventata la meta di un pellegrinaggio di gente che veniva a contrattare la propria candidatura nelle liste approntate col Porcellum. La storia è nota: arrivarono nelle liste IDV i vari De Gregorio, Porfidia, Pedica, Di Nardo. Per quella mia presa di posizione contraria io stavo per non essere candidato.

 

Persino nel mio Collegio, quello del VENETO2, Di Pietro e Donadi si scatenarono nella caccia al candidato esterno. Corteggiarono e rilasciarono interviste pubbliche favorevoli alla candidatura di un ex candidato di Alleanza Nazionale, il Presidente del Treviso Calcio, SETTEN, amico di Gentilini, lo sceriffo leghista di Treviso. I nostri militanti erano, a dir poco, perplessi. Setten fu pubblicamente redarguito da Gentilini e alla fine rinunciò alla candidatura.

 

Non potendo più trovare altri candidati, Di Pietro si convinse che anch'io avrei potuto portare un contributo di consenso su un territorio difficile e ostile al centrosinistra. Ma il collegio di Veneto 2 non era considerato un collegio vincente per IdV. La sorte volle che l'esito del voto del 10 aprile fu sorprendente e scattò il Seggio anche nel nostro Collegio. Io fui informato nella notte della mia elezione alla Camera dei Deputati e per due giorni i giornali locali non fecero che parlare di questa sorpresa.

 

Ma due giorni dopo, con una e-mail, Di Pietro mi scrisse che quel seggio era SUO (essendo Capolista in tutti i Collegi d'Italia) mentre mi ringraziava per il successo politico inaspettato. Mi crollò il mondo addosso e mi precipitai a Roma per parlargli. Ma non si fece trovare in Sede. Fece entrare in Parlamento Pedica, ex portaborse cossighiano, candidato al quarto posto in Lombardia, Porfidia e De Gregorio, amici di Formisano. Mi fece pagare così, vilmente, il prezzo del mio dissenso corretto e legittimo alla selezione dei candidati col METODO FORMISANO!

 

Aggiungo, per completezza di informazione, che Di Pietro divenne MINISTRO di PRODI dopo qualche settimana, ma cumulò la carica di MINISTRO e quella di DEPUTATO. Incompatibilità prevista e codificata dallo STATUTO di IDV, ma evidentemente valida solo per gli altri.

 

PROF. EDUARDO RINA, ex Responsabile Nazionale degli Enti Locali di IDV 

La Redazione

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Commenti
cianci giuseppe 2011-09-05 20:02:24

Continuo con Rina ed il metodo "formisano": vennero nell'ottobre 2001 le elezioni per il segretario provinciale. Sebbene molti mi chiesero di partecipare non mi sentivo in grado di espletarlo bene pertanto, per coerenza, al congresso votai e feci votare per Rina. Il risultato fu 15 su 16. Il no penso fu dell'onesto e capace dott. Elvio Gatto-Castelfranco (il quale lo fece non perchè contrario ma per dare un segnale). In questa occasione accreditai come elettori due persone che avevano lavorato durante la campagna elettorale, per dare loro un piccolo riconoscimento. Donadi non li ammise giustificando un mio ritardo nel segnalare i nomi. Dopo tanto aver fatto e dichiarato non venni creduto, si aveva paura di un mio colpo di mano. Al successo delle 15 preferenze non vi fu nemmeno un grazie. Anzi! In una telefonata successiva Rina mi chiese di trovare un locale dove riunirci. Cosa che feci con un pagamento di 50.000, lire. Il giorno della riunione Rina pronunciò il suo discorso di investitura 1) nominò i referenti del coordinamento escludento il Dott. De Terlizzi che con me ed Onorato aveva fondato il partito a Mogliano, 2) pronunciò inoltre queste testuali parole "di Treviso mi occuperò io in quanto vi è una situazione anomala (in Consiglio Comunale vi era sotto IDV, l'architetto scomunicato Della Torre) che prima fossi all'altezza e poi no mi parve strano ( lo trascriverò qui nel tempo). Comunque me ne stetti zitto. PASSARONO ALCUNI GIORNI: Rina mi telefonò per una nuova convocazione e per trovare il posto. Al che io risposi che doveva pensarci lui (che io pagassi la sala per essere preso in giro mi pareva troppo, altro che metodo "formisano"). La trovammo in una scuola. Alla riunione 1) feci presente che non mi pareva corretto escludere dal coordinamento il De Terlizzi (già candidato sindaco in Mogliano-in quanto venne dall'alto correre da soli): mi rispose piccinerie!! Analizzeremo in seguito le "piccinerie". 2) siccome io pensavo sempre al partito chiesi che finite le elezioni, eletto il segretario provinciale, essendo tutto in pace, potessero rientrare la Scalabrin, Orefici, Valentino. (Anzi mi telefonarono umilmente (Orefici) se potevano venire al che io avevo risposto: per quanto mi riguarda non viè alcun motivo, specie di educazione, a dire di no). Apriti cielo Rina saltò su come una molla dicendo che questo era un complotto contro di lui e che io avevo fatto un grosso errore politico a fare tale gesto, cosa volesse dire non l'ho capito ancora, forse l'errore politico ed il complotto consisteva nell'essere educato e nell'aver considerato il nostro partito come di "valori". Discutemmo poi fuori dalla scuola per circa mezz'ora nella notte, sotto le fineste altrui, anche a voce alta, ciò mi mise in crisi. Se qualche abitante avesse telefonato ai vigili, bella figura avremmo fatto noi dei "valori". Pertanto il giono dopo mandai una lettera a Donadi, che mi ritiravo dal partito. Cianci.

cianci giuseppe 2011-05-31 20:35:30

Ho dimeticato nel primo resoconto l'anteprima del metodo "Formisano" perchè qui sta il punto. La mia opinione è che chi se la prende col partito (mi è accaduto tre volte) prima, nello stesso, ha fatto peggio. Dopo che Sansonetti, se ne andò perchè capi che qualcosa non andava nel verso giusto, avvenne un fatto strano: si venne a sapere che la dott.Scalabrin, il mllo.Valentino, ed il sig. Germano Orefici erano stati espulsi. Mai si capi la colpa (forse la Scalabrin telefonò o si recò a Roma) ma si capi poi la sostanza: aprire la strada ad altri. E qui io recentemente ho risposto ad una mail diffusa (a molti iscritti od ex) contro il partito : egregio prof. Rina, chi di spada ferisce di spada perisce". Cianci.

cianci giuseppe 2011-05-31 20:14:07

chiedo scusa per eventuali errori di ortografia, non ho riletto. Autentificatori: gli unici possibili erano gli scomunicati Dalla Torre e Tuzzi, il secondo si defilò (per via della margherita o asinello che fosse) il primo si offerse. Io accettai per chè di solito mi aggrappo all'ultima speranza. Fui criticato bonariamente da Donadi che mi volle spiegare i motivi della scomunica, ma io non volli sentire per non essere doppio con chi mi aiutava, sperando di riportarlo all'ovile e farlo riaccettare (anche perchè aveva una larghissima influenza politica in cittàed erano voti(!). Come al solito faccio di testa mia, ma sempre per coerenza con gli elettori, noi della base non dobbiamo fare chiacchere ma portare voti. Poi si fa cosi: una volta eletti si difende sempre il Partito, ma si fa sapere (in famiglia) che le cose vanno da qui a quà( io mi limito in provincia e non piango a Roma! Infatti nessuno nella capitale nè ai congressi mi ha mai visto!) , per il momento non si è espulsi, ma si deve rischiare di non essere più messi in lista (cosi mi sono chiarito per altre faccende). Ma avvenne che dalla "Margherita" venne un ordine di non darmi una mano con le autentificazioni ( nella veste della Campagner e del dott. De Mattè- che anni dopo me lo confermò-). Cosi al terzo "banchetto" non lo vidi più. Conclusione dovetti rivolgermi ai cancellieri del Tribunale (250- 200 mila lire alla seduta, per circa 20-30 firme alla volta). Per essere sicuro con le 500 firme ne raccolsi 800 (da ricordare che ero in servizio con lavoro diurno, festività e guardie notturne ed inoltre con le responsabilità di sostituto del primario). Comunque a 65 anni ce la feci. Con 3.000.000 di tasca mia, 50.000 di un iscritto e 500.000 inviatomi da Donadi. Più tutti i volantini. A proposito fui il primo a portare in politica attiva il concetto di "bene comune" (se qualcuno,documentandosi e detto da politici, mi contraddice mi fa un favore, mi toglie l'illusione), ho ancora i volantini,non di stampa ma di fotocopia, in quanto primo dovevo risparmiare, secondo non mi vanno patinati e colori perchè dobbiamo dare l'esempio ai cittadini che i primi a non spendere per la politica dobbiamo essere noi. Questo lo sapeva allora anche Di Pietro in quanto le sue gigantografie furono allora fatte in bianco e nero. Ed Orfei che di manifesti se ne intendeva per attirare la vista li attaccò a rovescio, e la gente ridendo ci diceva "li avete incollati a rovescio non vi accorgete? ". Come vedete anch'io colla e pennello e sul camion del circo (ma sui giornali andò solo lui (?). Continuiamo: venne la conta e la riunione finale e capii che il delfino sarebbe stato Rina (che come dice lui lasciò i DS-commentate voi- ha detto che allora era segretario cittadino-non so dove fosse la mancanza di democrazia che lamentò (?). In quel periodo sempre alle costole di Donadi. Per oggi basta. Segue. Cianci.

cianci giuseppe 2011-05-31 19:27:04

Come promesso: nel 2000 esitevano a Treviso due consiglieri comunali IDV, l'architetto Dalla Torre e il mareciallo Tuzzi. Avvenne che per motivi che non conosco bene ci fu la rottura con Di Pietro, pertanto in vista del 2001 in settembre-ottobre alcuni già iscritti cercarono di ricostituire il Partito (specialmente in Treviso). Questo nelle persone della dott. Scalabrin (Asolo), mllo.Rodolfo D'Alessandro (Treviso), Mllo Valentino (Treviso), Giuseppe Onorato (Mogliano), ing. Sansonetti (Treviso), Germano Orefici (Oderzo) ed altri. Avendo mandato l'iscrizione all'IDV qualche mese prima mi chiamarono e cosi partecipai al secondo incontro. La Scalabrin che già conosceva i vertici, disse che aveva avuto da Roma il permesso di creare il nucleo interprovinciale. Nella stessa riunione si parlò della necessità del responsabile cittadino, ci fu una discussione per niente scorretta, ma si lasciò su mia richiesta in sospeso la questione. I candidati erano due Sansonetti e D'Alessandro, che buono come il solito e per amore del partito rinunciò a favore di Sansonetti. Alla terza riunione venne Donadi. In disparte a noi vidi un signore con aria seria che in silenzio prendeva appunti (il Rina futuro). Donadi esordi cosi: ho ordina da Di Pietro di cacciare che litiga (in realtà la frase fu più pesante). Al che io risposi che la discussione era stata corretta e che avevamo deciso chi doveva rappresentarci: ciò nella figura dell'ing. Sansonetti (gran bella figura di persona "io entro nell'IDV" per lasciare un segno ai miei figli- ottimo professionista non aveva per niente bisogno della politica). Al che Donadi rispose: non è detto. IL Sansonetti persona concreta capi che sotto vi era qualcosa che non andava (conosceva Donadi da più anni) non perse tempo prese la porta e se ne andò. Il tutto rimase nell'aria. In quel periodo gli incarichi organizzativi ai vertici erano come segue il Veneto Occidentale lo seguiva il Magg. Giuliana (sindacati dell'esercito), quello Orientale Donadi. Un giorno ricevo una telefonata da Rina che mi disse: abbiamo deciso che tu sia il responsabile del Collegio di Treviso. Prima perplesso per l'impegno (vi era la raccolta delle firme delle quali mi assumevo la responsabilità) poi accettai. Cosi cominciai il mio lavoro, fui convocato da Donadi nel suo studio e con altri responsabili dei collegi firmai la costituzione (essendoci aspetti burocratico legali) del Partito nel Veneto. Cominciai a darmi da fare, in pratica lavorammo in tre: io, D'alessandro, ed una farmacista che stimava Di Pietro. Rina non lo vidi mai, venne raramente Giuliana e cosi dovevo fare i complimenti anche ai suoi cani. Di razza, presenti ai concorsi, che venivano a prendere aria a Treviso. Dovete sapere che io ero medico a tempo pieno e mai presi nulla al di fuori della mia busta paga. Vi era il problema degli autentificatori......segue

cianci giuseppe 2011-05-21 14:04:46

Naturalmente cose che possono essere supportate da testimonianze. Cianci.

cianci giuseppe 2011-05-21 14:03:20

Appena ne ho tempo vi racconterò la vera storia del Sig. Eduardo Rina. Giuseppe Cianci-Treviso.

Mirco Marchetti 2010-12-28 10:28:54

Chiaramente Anna non sono d'accordo. L'Italia DEi Valori esiste in veste di progetto ed in quanto tale, esiste non in funzione delle sole, sue, risorse (persone), ma degli obiettivi che persegue. Sarò un illuso, ma non ritengo chiusa, né esaurita, la fase iniziale che portò alla sua costituzione. Le antiche convenzioni partorite all'indomani della Rivoluzione francese e che condussero a collocarsi a sinistra dell'arco parlamentare delle classi sociali ed a destra le altre, poi nutrite da contenuti specifici durante il percorso storico, ritengo debbano essere superate per ridefinirsi nella prassi politica della difesa di ciò che è bene comune. La dialettica si sostanzia tra l’interesse pubblico e l’interesse privato. L’attuale crisi è sicuramente il frutto di scelte scellerate e perpetrate nel tempo che sono andate a favore del privato ed a detrimento del pubblico. Il primo dei valori cui una buona politica deve tendere è il benessere della persona, quindi un’economia al servizio delle persone (mentre oggi avviene l’esatto contrario), poiché al centro della politica non vi può essere che la persona. Come ho già detto molte volte, io ho una storia di uomo che ha sempre guardato a sinistra e nel comune in cui coordino l'Italia Dei Valori, ho già da tempo stretto un'alleanza, con SD prima, quindi, seguendone la rasformazione, con SEL. Molti giovani locali che all'IDV si sono timorosamente avvicinati, ho spiegato il mio passato ed il senso che per me ha avuto il senso del mio guardare a sinistra, non comprendono appieno questa impostazione, così con SEL abbiamo iniziato a vedere un filo conduttore ed accomunante: la difesa del bene comune. Come tu evidenzi, la giustizia sociale è un bene comune, così come lo è l'acqua, l'ambiente, il diritto ad accedere a fonti plurime di informazione ecc.. L'uguaglianza, invece, esiste solo nei diritti. Non esiste nulla di uguale in natura, anzi, la cosa più uguale è la differenza. Pure due capelli presi da uno stesso cuoio capelluto sono differenti. Vivo in un comune con un sindaco leghista ed il tema sulle differenze è stato affrontato da diverse prospettive. IDV e SEL hanno già fatto assieme proposte di gestione di un tessuto estremamente eterogeneo, anche per poter arrivare ad affermare che le differenze, se gestite, divengono una risorsa. Purtroppo questo sunto è difficile farlo passare, non solo com'è ovvio nella Lega, o nel PDL, ma pure tra i partiti di sinistra ed ancor di più nell'elettorato di sinistra. Se invece la dicotomia si esplicasse tra difesa di un bene comune o del bene privato, ponendo al centro la persona, ed affermando sartrianamente che ogni rimando a me è fuori di me, ne conseguirebbe che l'Altro da me è parte della mia stessa esistenza. Forse ho un po banalizzato il concetto, ma spero di essermi spiegato. Oggi la sinistra si batte per il benessere dell'appoarato burocorporativo, la destra per quello del privato. Occorre andare oltre, verso il bene comune.

Claudio Battaglia 2010-12-28 08:44:45

detta con una litote, non è che Vulpio avesse (e abbia) una gran stima di certa sinistra (Vendola, del quale non fa un ritratto poi così dissimile da quello di Berlusconi o di quello di Di Pietro in questo sito).

Claudio Battaglia 2010-12-28 08:44:36

detta con una litote, non è che Vulpio avesse (e abbia) una gran stima di certa sinistra (Vendola, del quale non fa un ritratto poi così dissimile da quello di Berlusconi o di quello di Di Pietro in questo sito).

Altero Sanna (Italia dei VERI Valori) 2010-12-28 04:14:17

E' il momento di recuperare persone di alto spessore come VULPIO. Ci pensi tu Anna? :)

Anna R.G. Rivelli 2010-12-28 00:57:12

Purtroppo al buon senso dei dirigenti IdV non crede più nessuno; se Di Pietro offrisse a De Magistris, Alfano e Cavalli un po' di postazioni li tirerebbe in trappola; tutti, ma proprio tutti non faticherebbero più a vedere la loro mossa come la richiesta di maggiore visibilità e potere personale. Di Pietro è furbo, sa che così li distruggerebbe facendo persino una bella figura.
Non sono io che devo suggerire nulla a nessuno, ma almeno posso sperare che chi finalmente ha trovato la forza e l'occasione di parlare e di opporsi apertamente a questo stato di fatto, stia attento a non finire nelle sabbie mobili. I tre hanno solo una prospettiva vera di dare il loro contributo di onestà e volontà di cambiamento: lasciare IdV. Nei territori, infatti, mentre tutto questo si discute, i colonnelli IdV continuano ad imbarcare ex con il buon metodo Formisano. Uscire in fretta è l'unica soluzione. Ora si è ancora in tempo a riaggregare energie pulite e positive intorno ad un progetto di sinistra vera. E sinistra, ora più che mai, deve significare giustizia sociale, eguaglianza e lavoro.

Mirco Marchetti 2010-12-27 21:09:56

L'Italia dei Valori, non è, morta. E' pure inesatto dire che De Magistris è contro Di Pietro, in quanto è un'affermazione tendenziosa fatta da molti giornalisti che gradirebbero condurre una diaspora verso la scissione. Quel che è chiaro invece è che l'Italia dei Valori deve mettere all'ordine del giorno la questione morale, deve sollevarla, affrontarla e darne risoluzione. Dovrebbero fare questo tutti i partiti, ma da appartenente ad IDV, io lo esigo all'interno del mio partito e non perché esso partito sia peggiore degli altri, quanto perché è differente dagli altri. Sarebbe risibile che proprio IDV eviti questo passaggio. Non si tratta di rifondare un partito, si tratta piuttosto di seguirne un decorso gestante, quindi fondante. Adesso, e soprattutto adesso, mi aspetterei buon senso dai dirigenti di IDV. Ed il buon senso risiede nel dare espressione e spazio ai dissensi. E dico questo soprattutto a Di Pietro, Donadi, Alfano, De Magistris...per dirne alcuni. Coraggio e mirate più alto..

Claudio Battaglia 2010-12-27 17:35:22

# Donato, si, ma a patto che non si aggreghino ad altri partiti.

Donato 2010-12-27 16:22:53

IdV NON va rifondata, E' MORTA! De Magistris, la Alfano, e tanti altri come loro, per il loro bene, DEVONO ABBANDONARE quanto prima l'IdV! Le persone per bene devono riaggregarsi altrove, dovunque, puchè molto lontano da Di Pietro, Belisario e i loro compagni di merende.
Buon 2011 a tutti.

forleo 2010-12-27 15:52:21

Dal blog di Sonia Alfano:

Autore: Renato
Commento:
Campagna acquisti dei voti.
In Luguria gira sui telefonini un sms che invita connettersi su micromega.it e a votare per il presidente. Chiede di ritrasmettere l'invito ai contatti del proprio cell.
Anche questa è una campagna di acquisto al voto!!!
Anche questa è una campagna di dubbia moralità.

DI PIETRO VUOI VINCERE FACILE?

Walter Bianco 2010-12-27 09:39:46

Anche Di Pietro a sinistra, come Bossi a destra, sta facendo di tutto perché nulla cambi in questo Paese. A chi conviene tutto ciò? Chiediamocelo invece di agitarci tanto nella (vana) speranza che in questi due partiti (partiti?) ci possa essere un mutamento di rotta. A Treviso, subito dopo Rina, e dopo tre anni di militanza con Eduardo, ci ho provato anch'io a far crescere il Partito in maniera democratica mettendo a disposizione la mia esperienza agli inscritti per aumentare i consensi elettorali a IdV e senza chiedere nulla in cambio, ma sono stato "segato" dai cosiddetti vertici regionali interessati di più alla loro poltrona che non alla crescita del Partito sul territorio. Mi piacerebbe sapere, però, da dove viene regia di tutto questo....
IdV va rifondata e mi auguro che De Magistris, la Alfano, e tanti altri come loro abbiano la possibilità di farlo per portare la partecipazione e la rappresentatività democratica all'interno del Partito. Due valori, questi, che sono essenziali in un Partito politico che voglia ritenersi tale.
Cordiali saluti e Auguri per il nuovo anno.

Marco Busacca 2010-12-26 21:15:19

Dimenticavo gli auguri a tutta la redazione e a ALBERICO GIOSTRA uomo dalle mille previsioni.

Marco Busacca 2010-12-26 21:13:00

Carissima Anna altro che bere ....questa volta devo una cena e che cena!!!!!!!
Auguri anche a te sperando che l'anno nuovo sia uno zunami
Auguri anche a Tommaso (VA)

Da Tommaso (VA) 2010-12-26 21:03:30

Professore Lei si dimise e dopo le dimissioni Le diede il benservito in cambio della Sua fedeltà :-)

Anna R.G. Rivelli 2010-12-26 20:16:41

Marco Busacca, vedo che mi offrirai da bere di vero cuore ;-)
Auguri

Anna R.G. Rivelli 2010-12-26 20:15:46

Credo che questa tecnica sia stata utilizzata anche alle ultime europee con Carlo Vulpio. Carlo aveva osato attaccare apertamente alcuni esponenti del partito durante la campagna elettorale e, guarda caso, le scelte fatte da Di Pietro a voto concluso hanno fatto in modo da escludere Vulpio e favorire un altro tizio. Sono testimone diretta di questo: a Matera Vulpio fece un gran casino attaccando l'allora coordinatore Radice e quando vennero a Potenza lui, de Magistris ed Erminia Gatti i big di IdV gli misero i bastoni tra le ruote in tutti i modi e poi non presenziarono all'evento.
In Basilicata il metodo Formisano ha dato sempre ottimi risultati facendo eleggere politici di ogni specie che (non avendo più speranze di essere candidati nei loro gruppi) da Idv hanno preso un "passaggio" per poi tornarsene dove stavano. Belisario va alla ricerca di pacchettari come un rabdomante e poco si occupa di capire l'origine dei pacchetti di voti. E mica è finita.

Marco Busacca 2010-12-26 19:36:21

Più leggo e più mi convinco che questo è un partito da affossare insieme a tutta quella marmaglia che sta a Roma
che schifo!!!!
la mia solidarietà al Sig. Eduardo Rina

Carmen Patrizia Muratore 2010-12-26 19:24:48

A Eduardo Rina, che ho conosciuto e stimato, va il mio saluto e la testimonianza personale della veridicità di quanto afferma.

 

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